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Corrotto: "Nessun nuovo procedimento contro di me"

L'ex brigadiere, coinvolto nella vicenda Forward Racing, smentisce di essere nuovamente indagato. "Ho sempre collaborato con le autorità"

Pier Giuseppe Corrotto non ci sta e dopo la recente notizia che lo vedrebbe indagato a Ivrea e Lugano ha deciso di uscire allo scoperto per esporre la sua versione dei fatti in uno scritto inviato in redazione.

L'ex Guardia di Finanza, indagata per sponsorizzazioni fittizie legate al mondo del rally nell'ambito della vicenda Forward Racing, spiega di essere stato indagato per presunta evasione fiscale nel 2012 e di aver patteggiato "solo per poter uscire dal carcere" perché i suoi figli e la sua compagna "erano pesantemente minacciati per evitare che emergesse la verità su fatti e persone coinvolte e i veri deus ex machina di un sistema di frode e riciclaggio".

Fatta questa premessa Corrotto, che recentemente ha chiesto il cambio di cognome per una promessa fatta alla nonna materna, sostiene di aver sempre cooperato con le autorità e che proprio a causa di questa collaborazione lui e i suoi familiari avrebbero ricevuto pesanti minacce: "Nel febbraio 2014 mi sono presentato volontariamente presso la Polizia di Lugano per raccontare la verità mai emersa, correlata da tutta la documentazione utile. La mia collaborazione è sempre stata secretata, e proprio a seguito di questa collaborazione i miei familiari e io siamo stati oggetto di pesanti minacce spesso tramutate in fatti concreti".

Corrotto sostiene inoltre di aver segnalato ai vertici di "una nota banca ticinese" il presunto coinvolgimento di alcuni loro funzionari "in atti di truffe fiscali e riciclaggio". A distanza di pochi mesi, spiega l'ex Guardia di Finanza, la banca ha licenziato un intero team. "Questi consulenti e funzionari sono stati arrestati e rilasciati poco dopo solo perché è stato fatto trascorrere troppo tempo dai fatti, ma tutt’ora restano indagati. Inoltre hanno distrutto tutta una serie di documenti che avevo consegnato alla banca e che mi avrebbero (ai tempi) scagionato. Gli stessi documenti li ho consegnati in copia alla Polizia di Lugano".

Stando a quanto dichiarato dall'ex finanziere, grazie alla sua collaborazione sarebbero inoltre stati arrestati altri fiduciari "perché attivi in riciclaggio dal 1999". Inoltre sarebbero stati emessi "ordini di cattura nei confronti di persone che grazie a me risultano coinvolte perché mi sono prestato ad incontri combinati".

"Ad oggi non ho alcun riscontro di nuovi procedimenti che mi riguardano né in Italia né in Svizzera, né ho ricevuto alcuna notifica in tal senso", conclude Corrotto, che non risiede più in Svizzera da oltre tre anni.

Redazione | 2 gen 2018 15:45

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