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Quadri e Pantani 'i più a sinistra della destra'

Marco Chiesa si conferma il politico ticinese più a destra. Il "centro personificato" del Parlamento è Fabio Regazzi

Anche quest’anno Marco Chiesa si conferma il politico ticinese più a destra in Parlamento (vedi articolo suggerito per i dati del 2016).

Il "Rating dei parlamentari” dell’istituto di ricerca Sotomo di Zurigo, pubblicato oggi dai quotidiani Le Temps e NZZ, parla chiaro: Chiesa è il politico ticinese "più a destra". Non con il punteggio di 10/10 raggiunto per il secondo anno di fila dal collega Erich Hess bensì con un più ‘moderato’ 6.5. Per Hess, come detto, si tratta di una conferma, mentre ‘perdono terreno’ i colleghi Pirmin Schwander (9.9) e Marcel Dettling (9.7), lo scorso anno pure a punteggio pieno. Seguono come sempre Toni Brunner, Lukas Reimann e Thomas Aeschi, mentre il grosso dei democentristi si concentra tra i valori +7,5/+8, tra cui figura anche la grigione Magdalena Martullo-Blocher (+7.8).

I ticinesi Lorenzo Quadri (6) e Roberta Pantani (5.6) sono invece i “più a sinistra della destra”, confermando così la presenza di un'anima sociale in seno alla Lega.

Più a sinistra di tutti non più la consigliera nazionale dei Verdi Lisa Mazzone (-9.4): lo scettro torna al PS con la basilese Silvia Schenker (-9.9), mentre Marina Carobbio Guscetti ha ottenuto un punteggio di -9,5, contro il -8.8 dello scorso anno.

Il "centro" personificato del Parlamento è rappresentato dal consigliere nazionale ticinese PPD Fabio Regazzi (0). Il collega Marco Romano (-0.6), l’attuale consigliere federale Ignazio Cassis (1.3) e Giovanni Merlini (1) compongono il ‘centro ticinese’ del Parlamento. Rispetto al PPD e al PBD, i radicali si concentrano maggiormente a destra del centro, ma sono ben lontani dall'UDC.

Confrontando i dati partendo dal 1996 fino al 2017, si nota un progressivo spostamento del PS verso la sinistra "estrema". Analogo lo spostamento dell'UDC, solo verso l'estrema destra. Dal 2000, il PPD è leggermente spostato a sinistra rispetto al centro.

Il PLR si conferma una partito di destra, ma assai lontano dalle posizioni difese dall'UDC. PLR e PPD mostrano secondo il quotidiano romando Le Temps una certa stabilità e compattezza nell'espressione dei voti. Insomma, l'interesse del partito s'impone viepiù maggiormente sull'interesse dei singoli.

Come ogni anno l'inchiesta di Sotomo ha valutato gli eletti in Parlamento in funzione dei loro voti, dalla sessione invernale 2016 a quella autunnale del 2017, e i punteggi sono stati assegnati in una scala che va da 10 (destra) a -10 (sinistra).

(Foto: Elaborazione grafica delle Neue Zürcher Zeitung)

Redazione/ATS | 7 dic 2017 10:17

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