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Cure di base a domicilio, "lo strumento normativo funziona"

Il Consiglio di Stato ha risposto all'interrogazione del deputato socialista Raoul Ghisletta

Il Consiglio di Stato ha risposto all'interrogazione del deputato socialista Raoul Ghisletta con cui si chiedevano maggiori informazioni sull'"inquietante fenomeno delle cure di base a domicilio erogate da personale non qualificato" (vedi articolo suggerito).

In particolare Ghisletta aveva chiesto se vi fossero servizi d'assistenza e cura a domicilio (SACD) senza contratto di prestazione con il Cantone, "che erogano un numero considerevole di cure di base per mezzo di personale non qualificato (ausiliari)". A questo interrogativo il Consiglio di Stato ha risposto spiegando che “il Cantone non dispone di questi dati in quanto non finanzia le prestazioni erogate da questi Servizi”.

Essendo essi finanziati esclusivamente delle Casse malati (con l’eventuale partecipazione del paziente), sono queste ultime che hanno la disponibilità del dato e quindi la possibilità di effettuare controlli ed eventualmente intervenire nel caso di non conformità rispetto alla LAMal.

Per queanto riguarda i controlli  della qualifica dei dipendenti dei SACD che erogano le cure di base da parte delle casse malati in Ticino, il Governo ha spiegato che “non è dato sapere il livello e l’intensità" di tali controlli. Il Cantone effettua sistematicamente questi controlli nei confronti dei Servizi contrattualizzati e quindi finanziati sulla base dell’art. 25a LAMal (finanziamento residuo delle cure), essendo il finanziamento calcolato anche tenendo conto della figura professionale che eroga la prestazione.

“L’impiego delle figure professionali nei SACD è regolato dalla Direttiva sulle qualifiche minime del personale curante a dipendenza delle prestazioni erogate nei Servizi di assistenza e cura a domicilio, del 13 maggio 2011 – si legge nella risposta del Governo - Nel quadro di tale direttiva, l’infermiera responsabile della stesura del piano di cura delega, sotto la propria personale responsabilità, le prestazioni pianificate all’operatore sanitario che ritiene idoneo a garantire la qualità della prestazione, nel rispetto delle premesse di sicurezza del paziente”.

In linea generale, “lo strumentario normativo in vigore consente di garantire la sicurezza sanitaria e, nel contempo, permette l’efficiente allocazione delle risorse”.

Redazione | 10 nov 2017 12:24

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