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"CCL per chi beneficia di appalti: a che punto siamo?"

Fonio: "Quale è la tempistica per la messa in atto della decisione votata dal Parlamento?"

Riceviamo e pubblichiamo la seguente interpellanza dei deputati PPD Giorgio Fonio, Nadia Ghisolfi e Lorenzo Jelmini:

L’8 novembre 2016 il Parlamento ha approvato una mozione1 di Gianni Guidicelli e Lorenzo Jelmini dal titolo “Vincolare l’adesione ad un contratto collettivo di lavoro (CCL) per gli enti beneficiari di contratti di prestazione”.

Nel rapporto di minoranza di Fiorenzo Dadò si diceva chiaramente che “in definitiva la mozione in oggetto costituisce un ulteriore tassello nella strategia di difesa del mercato del lavoro e una concreta risposta alle preoccupazioni dalla popolazione ripetutamente espressa in occasione di diverse votazioni”.

La soluzione preconizzata dalla mozione in oggetto, grazie al coinvolgimento delle parti sociali, faciliterebbe inoltre la verifica del rispetto delle condizioni minime di lavoro, ritenuto che è impensabile che l’amministrazione cantonale verifichi:
1. da un lato la congruità delle condizioni di lavoro contenute nei contratti individuali di lavoro di ogni singolo dipendente della controparte incaricata del mandato di prestazione;
2. dall’altro lato verifichi la loro concreta attuazione e la loro continuità nel tempo, ritenuto poi che i dipendenti possono variare durante l’esecuzione del mandato di prestazione, senza che lo Stato sia necessariamente informato.

Dal voto del Parlamento è passato ormai un anno e nonostante ciò ancora sono molti i beneficiari di soldi pubblici che non sono ancora allineati alla volontà del Gran Consiglio. Per dovere di informazione è corretto ricordare che negli scorsi mesi vi sono stati dipartimenti che, autonomamente, hanno deciso di applicare senza esitazione la decisione del Parlamento. Ci riferiamo in particolare alla vertenza che ha visto coinvolto il Dipartimento del Territorio e la Direzione delle Autolinee Regionali Luganesi SA.

Per contro, vi sono invece servizi importanti che sembrano sottrarsi all’obbligo di rispettare quanto deciso dal Legislativo cantonale: ci riferiamo ai servizi di aiuto domiciliare, pubblici e privati, presenti su tutto il territorio cantonale. Crediamo di non rivelare nulla di particolare affermando che le condizioni di lavoro in questo settore sono estremamente impegnative per i lavoratori occupati. Inoltre una mancanza di regole chiare e uguali per tutti gli enti porta criticità per il personale e per i pazienti beneficiari dei servizi oltre a generare concorrenza sleale in questo settore.

Con la presente interpellanza, chiedo quindi al Governo:
1. Quanti sono gli enti beneficiari di sussidi cantonali che rientrerebbero nella mozione votata dal Parlamento?
2. Quale è la tempistica per la messa in atto della decisione votata dal Parlamento?

Redazione | 9 nov 2017 14:24

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