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Vanilla, le telecamere c'erano. Ma erano spente

La Magistratura indaga senza poter contare sull’aiuto di un filmato: quella sera le telecamere erano spente

Le indagini sono continuate senza sosta per tutta la giornata. Dimesso nelle scorse ore dall’ospedale oggi la Magistratura ha interrogato per la prima volta anche la vittima dell’aggressione di sabato scorso al Vanilla di Riazzino – il 18enne del locarnese (origini bulgare), campione svizzero di boxe in carica. Una ventina circa le persone passate in rassegna in questi giorni dagli inquirenti senza però riuscire ancora a identificare l’autore materiale dell’accoltellamento. Un lavoro, come confermatoci dalla stessa Magistratura, reso più lento e complesso anche a causa dell’assenza di un filmato. Stando a nostre informazioni infatti le telecamere di videosorveglianza all’interno del locale ci sono, ma quella sera erano scollegate.

E’ vero per legge, stando a quanto ci ha chiarito oggi anche la polizia cantonale, per gli esercizi pubblici, quali le discoteche, le telecamere di videosorveglianza non sono obbligatorie. A far stato è la Legge sugli esercizi alberghieri e sulla ristorazione. Ma, legge a parte, ci si chiede se in un posto del genere un sistema di videosorveglianza interna non sarebbe quantomeno opportuno.

Il servizio completo sull'edizione di Ticinonews su Teleticino alle ore 18.45.

Romano Bianchi

 

Romano Bianchi | 31 ott 2017 18:45

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