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L'Udc si spacca sulla No Billag

Chiesa si schiera contro l'iniziativa che vede molti Udc tra i principali sostenitori: Marchesi: "Tema complesso"

Ha destato clamore la recente intervista di LiberaTV a Marco Chiesa, nella quale il Consigliere Nazionale Udc ha spiegato che si opporrà all'abolizione del canone: "Qualora venisse accolta una simile proposta porterebbe senza dubbio a mettere in ginocchio il servizio pubblico, l’azienda e molte famiglie. Al Nazionale ho votato a favore della riduzione del canone perché credo si possa rendere l’azienda più efficiente e meglio dimensionata ai tempi in cui viviamo. Ma la risposta deve venire tramite una riorganizzazione dell'azienda e non attraverso la sua chiusura. (...) Se l'iniziativa No Billag passerà, avremo un enorme problema economico e sociale in Ticino. Sia legato al sostengo per chi perderà il lavoro, sia per quanto riguarda l’indotto generato dalla SSR e dalla RSI nell'economia privata".

Parole che vanno in senso opposto a quelle del collega di partito Alain Bühler, il quale rimane comunque fermo nelle sue posizioni: "L’iniziativa è apartitica e non è targata UDC, quindi non c'è sorpresa se esponenti del mio partito si palesano contrari alla proposta di modifica costituzionale. Anzi, sono lecite le posizioni contrarie, assolutamente. (...) Si parta dal presupposto che l'iniziativa mira a innanzitutto a liberare i cittadini dall'obbligo di pagare per qualcosa di cui magari non vogliono fruire e a disporre di quei 450/400/365.- come meglio credono, a portare finalmente libertà e indipendenza nel mercato mediatico e dell'informazione come pure concorrenza a livello pubblicitario".

Posizioni totalmente divergenti, con il Presidente Udc Piero Marchesi che per questo avrà un delicato ruolo di mediazione, come spiega lui stesso in un'opinione al Corriere del Ticino: "La reticenza della RSI al confronto - e della Corsi, entità che reputo inutile - non aiuta il popolo ticinese ad esprimersi escludendo una componente emotiva, che a mio avviso potrebbe anche far pendere l'ago della bilancia verso l'accettazione dell'iniziativa. A farne le spese sarebbero anche le emittenti private come TeleTicino, che con 1/62 del canone elargito alla RSI - 3 mio circa - fornisce un servizio altrettanto di qualità e al passo con i tempi. Considerando l'importanza del tema per il nostro Cantone, è mia intenzione promuovere un sano dibattito all'interno del partito, affinché si possa dare un'indicazione di voto ai nostri elettori ponderata e consapevole della posta in gioco".

 

 

Redazione | 23 ott 2017 13:52

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