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Stalking, casi in aumento in Ticino

La polizia cantonale plaude al giro di vite del Consiglio federale, ma rilancia: "Lo stalking deve diventare reato"

Stalking. Giuridicamente non un vero e proprio reato, piuttosto un comportamento persecutorio e ossessivo, che spesso confluisce nella casistica delle violenze domestiche. Un fenomeno, in Svizzera, aumentato del 15% fra il 2014 e il 2016 con oltre 17'600 reati di violenza domestica registrati. Il trend, come confermato a Teleticino dalla polizia cantonale, si rispecchia anche in Ticino, dove si registra un incremento dei casi di stalking, che restano però fuori dalle statistiche ufficiali. A incidere sul fenomeno l’esplosione dei social networks e delle nuove tecnologie.

"I casi secondo noi sono in aumento" ha dichiarato Pierluigi Vaerini a Teleticino "anche a causa dei nuovi strumenti virtuali. Poi va detto che spesso le vittime hanno paura di denunciare e questo crea una zona d'ombra dove per noi è difficile intervenire".

Una realtà “subdola” per Vaerini contro cui ieri il Consiglio Federale ha proposto un importante giro di vite con alcune modifiche in ambito penale e civile, fra cui l’introduzione di un braccialetto elettronico per costringere l’autore a rispettare le restrizioni decise dai giudici e non avvicinarsi quindi al domicilio della perseguitata o del perseguitato.

"Un importante passo avanti" continua Vaerini, che però rilancia: "Oggi la stalking non è considerato un reato. Uno stalker diventa quindi "denunciabile" solo quando si rende passibile di coazione, minaccia, lesioni, eccetera. Per questo è importante che anche la normativa si adatti: lo stalking deve diventare un reato perseguibile".

Maggiori dettagli nel servizio di Teleticino 

Romano Bianchi | 12 ott 2017 18:50

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