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"L'accordo fiscale non è sull'agenda di Gentiloni"

In Italia nessuno vuole alienarsi le simpatie dei frontalieri prima delle elezioni. "Ci vorrà più di un anno"

Non siamo per niente vicini, come indicato dal ministro degli esteri italiano Angelino Alfano il 9 ottobre, alla firma dell'accordo sulla tassazione dei frontalieri da parte di Roma. Stando al quotidiano la Regione in edicola oggi, che cita fonti di Palazzo Chigi, il tema non è nemmeno sull'agenda del governo Gentiloni. Alfano, presente a Lugano in occasione del quarto forum italo svizzero, non aveva voluto fornire date, dicendo semplicemente che la firma era vicina.

"La Svizzera conta su di te, Angelino, e sull'impegno del governo italiano in favore di una prossima firma di questo accordo", lo aveva dal canto suo pungolato il consigliere federale dimissionario Didier Burkhalter nel suo discorso tenuto all'Università della Svizzera italiana.

Stando al foglio Bellinzonese, è difficile che l'accordo venga firmato in tempi brevi, giacché governo e parlamento italiani sono occupati al momento con la legge di stabilità e, soprattutto, con la legge elettorale. Basta poi ricordare che l'anno prossimo ci saranno le elezioni in Italia nella prima parte dell'anno; nessuno vuole alienarsi le simpatie dei frontalieri e delle forze politiche di opposizione che li rappresentano. I frontalieri temono infatti una stangata fiscale e chiedono modifiche dell'intesa, modifiche che riguarderebbero solo l'Italia e non la Svizzera.

Insomma, come indica la Regione, a Roma si esclude la firma dell'accordo entro quest'anno e, anche se l'intesa con Berna venisse sottoscritta, essa dovrebbe ancora essere ratificata dal Parlamento italiano, facendo in questo modo dilatare ulteriormente i tempi. Ciò vorrebbe insomma più di un anno dopo la firma per l'entrata in vigore.

Le considerazioni fatte dal foglio bellinzonese rispecchiano le dichiarazioni di diversi deputati ticinesi alle Camere federali dello scorso giugno. Il consigliere nazionale UDC Marco Chiesa aveva parlato di un accordo "criogenizzato", mentre per Roberta Pantani della Lega l'intesa tra Roma e Berna era a punto morto. A parere della consigliera nazionale chiassese, a parte qualche politico del Nord Italia, "sotto Lainate non vi è alcun interesse".

Tenuto conto delle imminenti elezioni, aveva rincarato Chiesa, "nessuno ha voglia adesso in Italia di suscitare le ire di qualche milione di elettori".

Secondo Pantani, la famosa Road Map firmata con l'Italia interessava quest'ultima solo per lo scambio di informazioni in ambito fiscale, puntualmente ottenuto da Berna. Una volta raggiunto l'obiettivo, l'interesse dell'Italia per la tassazione dei frontalieri o per l'accesso al mercato finanziario italiano da parte di soggetti elvetici "è scemato".

ATS/Red | 12 ott 2017 10:36

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