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10 suicidi in un mese: "Il mondo sta diventando crudele"

Cleto Ferrari interroga il Consiglio di Stato: "Cifre che non possono che richiamarci alle nostre responsabilità"

Dieci persone si sono tolte la vita in Ticino tra la metà di agosto e il mese di settembre, come indicano i dati ufficiali della Polizia cantonale riferiti negli scorsi giorni da Radio 3i (vedi suggeriti).

Un picco di gesti estremi difficile da spiegare, che ha spinto il deputato Cleto Ferrari a presentare un'interrogazione al Consiglio di Stato, nella quale chiede di "attivare il più ampio potenziale di "agenti preventivi", che siano docenti, altre categorie o comuni cittadini, fornendo loro le necessarie competenze per rendersi ancora più utili, andando proprio a fare emergere i bisognosi di accompagnamento per non lasciarli soli".

"Una media di 40 gesti estremi all’anno e un picco di 10 in un mese non possono che richiamarci alle nostre responsabilità" scrive Ferrari nel suo atto parlamentare. "Gesti estremi che perlopiù toccano spesso fasce d’età nel pieno della produttività o nella fase di crescita non possono lasciarci indifferenti. Soprattutto in quanto il contesto in cui stiamo vivendo e i periodi futuri segnalano un inasprimento delle difficoltà da affrontare da parte dei cittadini."

"Sicuramente stiamo già facendo molto sia a livello di prevenzione sia a livello di accompagnamento" prosegue Ferrari. "A preoccupare è il contesto in essere e le sue proiezioni che non possono che fare presagire bufere. Per le nostre fasce d’età la situazione non sembra pregiudicata in quanto siamo cresciuti in periodi in cui sia le preoccupazioni familiari sia quelle economiche non erano estreme per cui abbiamo avuto tempo di passare l’infanzia in un contesto relativamente semplice, spensierato, volto al gioco e al divertimento, a relazioni intense di gruppo e semmai con un’introduzione al mondo del lavoro graduale. Dovremmo avere anticorpi a sufficienza."

"Oggi il quadro è parecchio all’opposto con una tendenza ad isolarsi ad avere o troppo o niente, ad una professionalizzazione quasi assillante già nelle fasce inferiori d’età, sia essa nello sport sia essa nella scuola che porta spesso i ragazzi nemmeno ad incontrarsi dopo la scuola per giocare e divertirsi assieme" scrive ancora Ferrari. "Ad un esterno ai lavori la sensazione è che la fragilità della persone sia aumentata e il mondo esterno stia diventando molto “crudele” con individualismo dilagante, separazioni, difficoltà nel lavoro, difficoltà economiche, struttura familiare spezzettata. Anni addietro lo sport era prima di tutto divertimento sano e di gruppo, oggi quasi preprofessionismo e concorrenza. In questo contesto taluni possono ritrovarsi, ma la maggior parte non vi entra nemmeno."

"La scuola continua a portare via spazio ai giovani per il divertimento e il gioco spontaneo, riempendolo con oneri e quindi quasi isolandolo" prosegue Ferrari. "In un contesto di maggiore fragilità dell’evoluzione dell’individuo e di inasprimento sia a livello ambientale (allontanamento troppo rapido dallo stile a noi originariamente consono, con dilagare di fonti luminose, di rumore, tempesta d’informazioni innaturali e isolamento sociale) e di vita relazionale, sia a livello delle sfide da affrontare, dobbiamo poter mettere in campo il massimo possibile di prevenzione, accompagnamento, individuazione e a lungo termine porci anche qualche domanda della direzione in cui stiamo andando."

"Preoccupato dalle statistiche e da potenziali scenari", Cleto Ferrari sottopone dunque al Consiglio di Stato le seguenti questioni:

"1. Come si sta affrontando il dramma, con quali misure?"

"2. Si stanno producendo ulteriori sforzi volti a meglio individuare tutti i mezzi possibili da mettere in campo?"

"3. Non è il caso di attivare il più ampio potenziale di “agenti preventivi”, che siano docenti, altre categorie o comuni cittadini, fornendo loro le necessarie competenze per rendersi ancora più utili, andando proprio a fare emergere i bisognosi di accompagnamento per non lasciarli soli?"

Redazione | 12 ott 2017 10:22

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