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Allarme suicidi in Ticino: "Non siete soli, possiamo aiutarvi"

Telefono Amico offre colloqui anonimi tutto l'anno: "Abbiamo bisogno di riconoscimenti positivi e affettivi"

"È un argomento molto difficile da affrontare. Si ha la paura di non essere capiti. Ma parlarne può aiutare molto". Claudia Cattaneo, responsabile delle pubbliche relazioni di Telefono Amico, ha fornito alcuni consigli nell'edizione odierna de Il Diario del Giorno di Radio 3i, dopo la recente impennata di suicidi che si è registrata in Ticino (vedi articolo suggerito). 

Il Telefono Amico offre un colloquio in forma anonima, che può dare grande sollievo a chi chiama. Il servizio è garantito 24 ore su 24, tutti i giorni dell'anno. "Gli operatori, che sono volontari, sono istruiti per poter offrire un colloquio che possa essere d'aiuto" spiega Cattaneo. "Con la garanzia dell'anonimato, c'è libertà di comunicazione. Non è facile parlare di pensieri suicidi, che possono arrivare quando si attraversa un periodo di grave sofferenza, particolarmente difficile, magari dopo un duro colpo. Cosa che può capitare a tutti, non bisogna vergognarsene".

"Attraversiamo delle crisi esistenziali nel corso della vita" prosegue Cattaneo. "Quando attraversiamo questi momenti di grande sofferenza, è molto utile poterne parlare perché questi pensieri non devono essere motivo di vergogna e non devono neanche indurre a credere che si sta impazzendo. I pensieri suicidi sono parte delle crisi esistenziali".

"La solitutine può portare a non esternare questo problema, mentre ci sono altre persone che sono circondati dai famigliari e amici. È importante parlare con loro, a volte stando semplicemente ad ascoltare". 

Cosa porta ad arrivare a un gesto estremo? 

"È una domanda difficile. È da prendere in considerazione la qualità delle relazioni che viviamo tutti i giorni. Siamo esseri sociali e nel rapporto con gli altri cerchiamo stima e affetto. Ci servono per confermare la nostra autostima e il nostro diritto di essere amati, anche nei momenti negativi. A volte non ci sentiamo all'altezza di un ruolo professionale, all'interno della famiglia o con gli amici. Pensiamo al lavoro ad esempio, dove possiamo essere oggetto di continue critiche, oppure alla derisione o al bullismo con cui sono confrontati i giovani. Possono creare delle ferite molto profonde, che possono essere alla base di pensieri suicidi. Non essere riconosciuti, non essere visti, non essere capiti fa molto male. Abbiamo bisogno di riconoscimenti positivi e affettivi per poter allontanare questi problemi. Non bisogna fingere di non avere problemi o nascondersi dietro a un filo d'erba. Parlarne è una carta vincente".

I numeri di Telefono Amico sono il 143 per gli adulti, mentre la linea per i minorenni è il 147. 

 

 

 

Redazione | 6 ott 2017 18:10

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