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"La paranoia del complotto si sta diffondendo tra l'UDC..."

Il GAS replica ad Alain Bühler: "Le lamentele sul coinvolgimento dei famigliari nella querelle politica hanno scarso fondamento"

La redazione del GAS replica ad Alain Bühler, dopo aver letto con una "certa sorpresa" le sue dichiarazioni su Ticinonews in risposta a un articolo del GAS sulle contraddizioni insiste nella sua battaglia per l'iniziativa No Billag. Vi riportiamo qui di seguito il comunicato integrale del GAS:

"Il signor Bühler, dichiarava a Ticinonews: “dipendenti RSI collaborano con il GAS per attaccarmi”.

Prendiamo nota che una certa paranoia da complotto si stia diffondendo fra gli esponenti dell’UDC.

Ci chiediamo prima di tutto in cosa Alain Bühler si senta toccato nella sua vita privata e dove starebbe l’improbabile complotto dei dipendenti RSI dato che il posto di lavoro di sua madre, anch’essa dipendente RSI che salutiamo cordialmente, non è segreto; che poi lui possa vergognarsene, vista la sua avversione al servizio pubblico, è cosa a cui purtroppo non possiamo rimediare.

Facciamo inoltre notare che le continue lamentele di Bühler circa il coinvolgimento dei familiari (ora la madre, altre volte la moglie) nella querelle politica trovano scarso fondamento, dal momento in cui la stessa moglie è coinvolta in campagne politiche al suo fianco.

Carla Bühler - De Jesus infatti ha partecipato alla campagna per “Prima i Nostri”, con foto e dichiarazione di sostegno personale accanto ad altri esponenti politici come Lara Filippini, Tiziano Galeazzi, Boris Bignasca. Il tutto è facilmente reperibile sulla pagina Facebook “Prima i nostri”. La signora Bühler era anche candidata nelle liste UDC a Lugano per elezioni comunali dello scorso anno e supponiamo che nessuno le abbia estorto la candidatura.

Per inciso, ricordiamo al sig. Bühler che siamo sempre in prima linea quando si tratta di difendere i cittadini naturalizzati che, a più riprese, i membri del suo stesso partito hanno dimostrato di considerare cittadini di serie B al grido di “Svizzeri si nasce, non si diventa”: figuriamoci se potremmo mai avercela con sua moglie.

Alla luce di ciò le lamentele di Bühler circa l'arbitrario coinvolgimento dei suoi familiari nelle questioni politiche che lo riguardano risultano oltremodo fuori luogo.

Inoltre, troviamo del tutto inappropriati, per una persona che riveste una carica politica, l'utilizzo di termini come “squadrismo” e “terrorismo” per additare al pubblico disprezzo chiunque osi esprimere un'idea contraria alla sua.

Bühler è l'ultimo a poter accusare altri di terrorismo mediatico, facendo egli stesso parte di quel partito che non ha esitato a paragonare gli stranieri a dei ratti suscitando regolarmente ondate di terrore e xenofobia con manifesti di infimo gusto: ricordiamo in tal senso la condanna inflitta in via definitiva e confermata dal Tribunale Federale all'ex segretario generale dell'UDC Martin Baltisser e alla sua supplente Silvia Bär, rei di aver pubblicato un manifesto il cui slogan suonava Kosovaren schlitzen Schweizer auf!", in italiano"Dei kosovari pugnalano uno svizzero".

In conclusione, invitiamo Bühler a lasciare da parte il vittimismo lamentoso che contraddistingue spesso il suo modo di agire politico, avendo egli stesso dimostrato di non aver alcun titolo nel sentirsi perseguitato; lo invitiamo inoltre a riflettere sulla gravità delle sue affermazioni, in quanto, come già fatto dal suo collega Tiziano Galeazzi, sostenere l’esistenza di complotti di dipendenti pubblici è un’accusa estremamente infamante, indegna di essere pronunciata da chi ricopre una carica pubblica e sintomo di una concezione della politica che considera gli avversari e chiunque sia di idee opposte, alla stregua di nemici da abbattere.

Se Bühler e Galeazzi credono ai complotti che li provino, altrimenti sono solo chiacchiere al vento".

Redazione | 5 ott 2017 18:48

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