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"Io 107'000 franchi. Ma non faccio anche il sindaco!"

Pino Sergi replica al PS sui salari dei municipali. "Perché non pubblicano piuttosto i loro redditi da lavoro?"

"Il mio salario è pubblico, non è un segreto. Ma io faccio il docente e basta, non faccio anche il sindaco. Perché i municipali non pubblicano piuttosto i loro redditi da lavoro?"

Così il coordinatore del Movimento per il socialismo (MPS) Pino Sergi replica all'attacco sferratogli dal PS di Bellinzona, che ha criticato la sua opposizione all'aumento a 120'000 franchi della remunerazione del sindaco quando lui stesso ne percepisce tra 100'000 e 130'000 (107'000 per la precisione, come ci conferma Sergi).

A Ticinonews Sergi precisa di non essere contrario a che il sindaco guadagni 120'000 franchi l'anno. "Noi siamo favorevoli a remunerarlo anche 130'000 franchi, se fosse la sua unica entrata. Il problema è il cumulo dei salari. Perché il sindaco fa l'avvocato, il vicesindaco il notaio. Entrambi ottengono quindi ulteriori cospicue entrate dalla loro professione, entrate che sicuramente vengono influenzate in modo positivo dalla loro carica politica."

"Inoltre si sono attribuiti un rimborso spese di 1'000 franchi al mese" prosegue Sergi. "Ma voi pensate davvero che se Mario Branda va a una cerimonia o, che so io, alla festa del Cassis, qualcuno gli fa pagare il pranzo? Questi 1'000 franchi non li spende, al limite qualcosa per il telefono. E infine chi lo dice che lavorano effettivamente al 70% o al 60%?"

Il coordinatore dell'MPS sferra quindi un attacco nei confronti di un altro municipale, preso ad esempio, Giorgio Soldini. "Fino a poco fa era a capo del Servizio prestazioni complementari (IAS) e ora è in prepensionamento. Tra l'altro a 62 anni, ciò che il Municipio vuole vietare di fare ai suoi dipendenti. Ma a parte questa parentesi, Soldini tra pensione e cassa pensione riceverà sicuramente 80-90'000 franchi l'anno. Voi reputate moralmente corretto aggiungervi altri 80'000 franchi per la sua attività in Municipio? Lui, come gli altri, avrebbero benissimo la possibilità di mettersi a disposizione della cosa pubblica gratuitamente."

Ciò che Pino Sergi sostiene di aver fatto durante i suoi 12 anni di Gran Consiglio. "Non ho mai dato il mio conto corrente postale, ho dato quello del mio datore di lavoro. Le indennità venivano versate al mio datore di lavoro, perché era lui a pagarmi. La stessa cosa vale per mia moglie, che siede in Consiglio comunale. Chiedete pure quale conto ha dato per il versamento delle diarie. Che poi, ribadisco, noi come MPS siamo per l'abolizione delle diarie. Non vediamo perché qualcuno che la sera alle 20 va in Consiglio comunale debba essere pagato. Se parliamo di un cameriere che deve sacrificare una serata di lavoro, allora è giusto rimborsargli il guadagno perso. Ma per gli altri no."

Infine Sergi, sottolineando che la raccolta firme è partita molto bene, dedica un ultimo pensiero ai socialisti di Bellinzona: "Sono in difficoltà, capisco che attacchino in questo modo. Ma non ci fanno né caldo né freddo."

Andrea Stern

Redazione | 5 ott 2017 12:36

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