Accedi
Commenti 3

L'omicidio di Via Odescalchi "fu un'esecuzione"

In Appello la procuratrice pubblica Pamela Pedretti ha chiesto pene più severe per i 4 imputati. "Agirono senza scrupoli"

Assassinio e non omicidio e pene più severe. Queste le richieste della procuratrice pubblica Pamela Pedretti nei confronti dei 4 imputati per l'omicidio di un 35enne portoghese avvenuto a Chiasso nell’ottobre del 2015, che hanno ricorso in appello contro la sentenza di primo grado. Il quinto imputato, un 38enne rumeno, ha ritirato il ricorso.

La procuratrice pubblica ha chiesto per tutti una condanna per assassinio (per dolo diretto nel caso dell’autore materiale del delitto, il 28ene svizzero-kosovaro) e pene più severe per gli imputati, proponendo delle subordinate nel caso in cui la Corte decidesse di confermare il reato di omicidio: 20 anni (17), 18 anni e 6 mesi (14), 17 anni (12) e 9 anni e 6 mesi (9).

Secondo la pp Pedretti, quella dell’ottobre 2015 fu una vera e propria spedizione punitiva sfociata in un’esecuzione. Il 35enne portoghese voleva avvertire il quintetto dopo che essi avevano litigato con un gruppo di albanesi, ma le sue parole vennero interpretate come una velata minaccia. Da qui la decisione di ‘punirlo’.

Redazione | 5 ott 2017 06:48

Articoli suggeriti
Questa mattina prenderà il via il procedimento alla Corte di appello e di revisione penale di Locarno
Vuoi dire la tua sull'argomento? Clicca 'Commenti'