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Nessun passo indietro di Beltraminelli

Bertoli conferma la decisione del Governo: "Nessuna richiesta di dimissioni. Ci dichiareremo parte lesa". FOTO

C'era grande attesa per la conferenza stampa del Consiglio di Stato per chiarire la situazione sul caso Argo 1. Ieri la Commissione della Gestione ha incaricato la Vigilanza di definire il mandato per una commissione parlamentare d’inchiesta sulla vicenda. Una volta definiti i compiti della Commissione, la stessa sarà sottoposta alla Commissione della Gestione, la quale poi deciderà se proporla al Parlamento. Sempre nella giornata di ieri, la Gestione ha inoltre chiesto al Consiglio di Stato di costituirsi parte civile e di allargare le indagini amministrative. Ma l'attenzione era rivolta soprattutto su Paolo Beltraminelli e l'eventualità che potesse rassegnare le dimissioni o sospendersi dalla direzione della Divisione dell'azione sociale e delle famiglie.

Il primo a parlare il Presidente del Consiglio di Stato Manuele Bertoli: "E' opportuna la trasparenza in questo caso delicato. Il Cantone si presenterà come accusatore privato, era una decisione nell'aria per la serie di ipotesi di reati di cui è a conoscenza anche l'opinione pubblica ed è evidente che la parte lesa deve prendere questa direzione. Il che ci permetterà di approfondire meglio la situazione e individuare le eventuali responsabilità".

Bertoli ha risposto anche alla richiesta, da parte del PS, di un passo indietro di Beltraminelli dalla Divisione dell'azione sociale e delle famiglie: "Non abbiamo chiesto le dimissioni del nostro collega, non riteniamo ci sia casualità tra situazione di Argo 1 e la gestione generale degli asilanti".

Sul mandato diretto ad Argo 1: "Il Controllo cantonale delle finanze ha confermato la violazione della legge sulle commesse pubbliche, ma l'errore e le responsabilità politiche sono già state ripetutamente riconosciute. Ma stiamo lavorando affinché queste situazioni non si ripresentino, adeguando le procedure e potenziando i controlli". Il Presidente del Consiglio di Stato conferma che la Magistratura sta indagando su diverse ipotesi di reato, come corruzione, riciclaggio di denaro, lavoro nero e reati fiscali, ma che nessuno dei funzionari dovrebbe essere penalmente coinvolto nella vicenda.

Il Consiglio di Stato a breve si incontrerà con la Commissione della Gestione per rispondere alle sue richieste: "Il nostro interesse è chiarire al più presto una vicenda che non doveva succedere ma che, purtroppo, è successa".

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Redazione | 4 ott 2017 12:23

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