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San Donato, la direttrice nel mirino dei dipendenti

Dall'audit esterno proteste da parte del personale: "Clima impossibile per colpa della direttrice"

Ha fatto a lungo discutere la grave situazione che si stava creando all’interno del San Donato, dove molti dipendenti hanno denunciato una situazione insostenibile, ai limiti del mobbing, causata dalla direttrice e dal suo comportamento. Lo scorso aprile i dipendenti hanno avuto un incontro con i sindacati e il Consiglio di Fondazione della casa anziani di Intragna, che a seguito delle varie testimonianze aveva deciso di limitare delle responsabilità della direttrice, la quale avrebbe dovuto sottoporre ogni decisione al parere della capoinfermiera e del direttore medico. Inoltre è stato proibiti alla direttrice di avere colloqui diretti con i dipendenti.

Dopo questi sei mesi di "accompagnamento forzato", il ruolo della direttrice, sarà valutato dal Laboratorio di psicopatologia del lavoro dell’Organizzazione sociopsichiatrica cantonale, che già dalla scorsa settimana, come anticipato da La Regione, ha cominciato gli audit esterni al personale della casa anziani di Intragna.

Ma finalmente sta davvero tornando il sereno al San Donato? "In questi mesi dove la direttrice è stata affiancata dal direttore sanitario e dalla responsabile delle cure - racconta un dipendente a Ticinonews - il clima è migliorato sensibilmente. Siamo riusciti a tirare il fiato dopo tanto tempo e finalmente c'è un dialogo con la dirigenza. Sono arrivati anche nuovi dipendenti che, non conoscendo la situazione pregressa, hanno avuto la possibilità di inserirsi al meglio. Ma noi della 'vecchia guardia' non ci siamo scordati il clima che si respirava fino a pochi mesi fa, i nostri colleghi costretti a licenziarsi. Ed è per questo che la guardia rimane alta".

Quindi nonostante il miglioramento ritenere ancora la direttrice della casa anziani un problema?
"Questa situazione è andata avanti per circa 7 anni, con le nostre lamentele che sono rimaste inascoltate dal Consiglio di Fondazione per tanto tempo. Abbiamo dovuto fare casino per essere ascoltati. Ed è per questo che siamo attenti sull'evolversi della situazione. La direttrice ci ha costretti a un ingiustificato regime rigido e aggressivo, che ricordava più la vita da caserma che quella di una casa anziani, dove ogni ospite è diverso e ha bisogno di vivere in un contesto flessibile e disponibile".

Sono queste le cose che state raccontando durante gli audit?
"In linea di massima sì. Perlomeno chi c'è da diversi anni e conosce la situazione ha avuto modo di raccontare i propri problemi con la direttrice e anche con un'altra caporeparto, che ha sostenuto ogni forma di mobbing nei nostri confronti. Il tempo previsto per ogni audizione è di circa 30 minuti: chi c'è da poco tempo se la cava anche in meno, ma altre persone, come me, hanno parlato per oltre 40-50 minuti. Di cose che non andavano ce ne sono state davvero tante, troppe. E non lasceremo che vengano ancora inascoltate".

MS

Redazione | 3 ott 2017 16:00

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