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Una difficile matassa da sbrogliare: lo scandalo di Argo1

Accuse e controaccuse al titolare di Argo1

Il Caffè della Domenica torna sull'inchiesta amministrativa relativa ad Argo1 che è stata ripresa dalla trasmissione Rsi Falò. Ricorderemo che Argo1 ha ricevuto un mandato di gestione dei centri dei richiedenti d'asilo come quello di Camorino, Lumino, e Alta Valle Maggia; mandato che non sembra stato attribuito con tutti i criteri che lo stato avrebbe dovuto osservare in casi di questo genere.

Il Domenicale inizia con un'intervista a tutto tondo con il capo del Dipartimento della Socialità e Sanità e Consigliere di Stato Paolo Beltraminelli. Il nostro Ministro sostiene che "Il governo nel suo insieme, come il sottoscritto, ha ammesso fin da subito l'esistenza di errori di tipo amministrativo nella gestione di questo incarico. Dopodiché il compito di vigilanza richiesto è stato effettuato raccogliendo attestazioni di soddisfazione da parte della popolazione e degli enti a contatto con questi centri; ed è stato svolto a prezzo favorevole".

Beltraminelli si riferisce al fatto che in condizioni normali "Il Cantone avrebbe speso oltre 5 milioni anziché 3,4 milioni pagati ad Argo1. In questo senso non abbiamo perso denaro anzi ne abbiamo risparmiato". Detto questo il Consigliere di Stato ammette che all'interno del suo Dipartimento si sono fatti degli errori, di cui si è sempre assunto la responsabilità.

Un aspetto importante emerso dall'inchiesta di Falò sembra essere quello relativo al fatto che le visite dei funzionari del DSS ai centri di accoglienza dei rifugiati erano annunciate dal titolare di Argo1, Marco Sansonetti, ai suoi dipendenti. Perdippiù sembrerebbe che tali ispezioni nei centri fossero superficiali.

La reazione da parte di Beltraminelli è ovviamente dura: "L'accusa è gravissima perché travalica la critica dell'omissione involontaria di talune formalità amministrative, che abbiamo ammesso fin da subito. Configura invece la tesi di un inammissibile trattamento di favore intenzionale verso Argo1". Il Consigliere di Stato sottolinea che ha fatto partecipe della questione il Procuratore Generale del Canton Ticino. Insomma una matassa amministrativa e giuridica complicatissima, che potrebbe sfociare in una commissione d'inchiesta del nostro Parlamento.

redazione | 1 ott 2017 14:39

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