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Il Mattino torna ad attaccare il docente

Giorgio Giudici: "Quanto accaduto dopo la votazione di domenica dimostra che la civica va insegnata"

Come ci si poteva aspettare il Mattino della Domenica torna sulla votazione di domenica scorsa relativa all'insegnamento della civica nelle scuole cantonali. Dopo essersi rallegrato della chiara maggioranza emersa dalle urne a favore di tale proposta, si scaglia contro chi avrebbe voltato marsina durante la campagna elettorale e soprattutto contro alcuni docenti che avrebbero mal digerito il risultato elettorale. Postando delle frasi e dei paragoni inappropriati su Facebook. Il Mattino della Domenica chiede al governo e al direttore del Dipartimento Istruzione e Cultura una ferma condanna di tali comportamenti irrispettosi della volontà popolare.

L'argomento viene ripreso anche nella pagina di interviste fatte a una decina di personaggi politici a questo proposito. Alcuni tra loro non solo esprimono condanna per i messaggi sul social, bensì chiedono anche la sospensione del contratto di lavoro senza retribuzione in attesa della sanzione definitiva.

Tiziano Galeazzi, deputato in Gran Consiglio (UDC) così si esprime: "credo che nell'ombra si stia formando un movimento trasversale, un "think tank" che si sta ribellando a un sistema scolastico, sociale e culturale e ovviamente alla direzione del DECS".

Giorgio Giudici, ex sindaco di Lugano: "Penso che i docenti dovrebbero essere i primi a dare l'esempio, e quanto accaduto dopo la votazione di domenica dimostra che la civica va insegnata".

Maruska Ortelli, presidente commissione scolastica GC: "Questa persona deve assumersi la responsabilità delle proprie parole, che accostano la votazione sulla civica addirittura al nazismo. Il suo ruolo è quello di educatore, e pure di funzionario pubblico (stipendiato anche dai contribuenti), mi chiedo come si possano affidare i propri figli a un docente di questo tipo senza porsi delle domande."

Claudio Franscella, 2° presidente GC: "Questi insegnanti, a mio giudizio, hanno disatteso alla loro funzione educativa e hanno messo in imbarazzo tutto il mondo scolastico. credo quindi che la questione, nonostante le scuse dei diretti interessati, non possa e non debba considerarsi ancora chiusa".

redazione | 1 ott 2017 08:54

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