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No Billag? L'opinione di due deputati a confronto...

Aldi: "I cittadini pagano già troppo", Bang: "Votare l'abolizione del canone sarebbe da masochisti"

Non si sa ancora la data precisa in cui la si voterà (verosimilmente il prossimo 4 marzo, ndr), ma i toni sull'iniziativa No Billag cominciano già ad accendersi con due schieramenti già piuttosto marcati. Da una parte l'area Lega-Udc, che vorrebbe l'abolizione del canone radiotelevisivo, dall'altra quella PS-Verdi che rivendica l'importanza del servizio pubblico.

Abbiamo messo a confronto le opinioni di Sabrina Aldi (Lega dei Ticinesi) e Henrik Bang (Partito Socialista).

Cosa voterà alla votazione no Billag?
Sabrina Aldi - Credo che la pressione fiscale sui cittadini ticinesi é già sufficientemente elevata e che ogni persona debba pagare per ciò che effettivamente utilizza. Non trovo giusto che lo Stato imponga il pagamento del canone anche a chi non utilizza il servizio. A voi sembra normale che un giovane studente che si reca a Friborgo o Zurigo per studiare debba pagare il canone quando già la sua famiglia corrisponde il medesimo canone in Ticino?
Henrik Bang - Voterò in modo convinto contro la NO Billag, in poche parole a favore della riscossione del canone radiotelevisivo. In questo ambito reputo che se, come ticinesi, votassimo contro il principio di un canone radiotelevisivo saremmo veramente dei masochisti per non dire altro. Il cittadino ticinese contribuisce globalmente al canone nazionale per 53,7 milioni mentre, grazie al concetto solidale del federalismo, del plurilinguismo e del rispetto delle minoranze, al Ticino ritornano oltre 242 milioni, che equivale al 20,5% del canone incassato globalmente a livello nazionale. Abbiamo pertanto un saldo netto di oltre 188 milioni. Questo importante contributo, finanziato principalmente dai cittadini svizzeri tedeschi e francesi, contribuisce, qui in Ticino, alla creazione di un ulteriore valore aggiunto complessivo di 213 milioni di franchi che corrisponde ad almeno 500 posti di lavoro creati nell'industria privata che vanno ad aggiungersi ai 1'200 posti interni alla RSI. Per riassumere un NO alla Billag equivarrebbe al rifiuto annuo di 188 milioni di soldi provenienti da Berna e all'eliminazione di ca. 2'000 posti di lavoro in Ticino, proprio un vero affare lungimirante per il nostro Cantone.

Quanto è importante che il servizio pubblico riceva il canone dalla popolazione?
SA - Prima di rispondere a questa domanda bisognerebbe avere in chiaro il concetto di servizio pubblico. Solo una minima parte di quanto trasmesso dalla televisione può essere definito tale sia per quanto concerne il contenuto di quanto trasmesso sia per l'imparzialità dello stesso. Il recente studio Ufcom parla chiaro, la Lega viene sistematicamente snobbata dalle reti radiofoniche rsi.
HB - È molto importante affinché venga mantenuto un servizio pubblico di qualità e soprattutto indipendente dai gruppi di interesse.

Il servizio pubblico spende troppo?
SA - Più che altro credo che la questione debba essere nuovamente posta dal punto di vista del cittadino che deve pagare per ciò che utilizza. Se le entrate non sono sufficienti, come per ogni azienda, bisogna risparmiare sui costi.
HB - Il servizio pubblico può e dovrà migliorare la sua efficacia ed efficienza ma assolutamente non è la NO Billag l'arma giusta.

L’abolizione della Billag ripristinerebbe gli equilibri tra la Radio Televisione di Stato e le realtà private?
SA - É una domanda molto tecnica che deve essere valutata anche su scala nazionale e non solo ticinese. Difficile poter fare una previsione senza avere una conoscenza delle varie realtà.
HB - Assolutamente NO e il fatto che le emittenti private, la cui quota di ristorno aumenterà nei prossimi anni, siano contrari all'abolizione del canone conferma chiaramente questo aspetto.

MS

Redazione | 27 set 2017 13:13

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