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Dadò si scusa: "Sono stato ingenuo"

Il presidente del PPD ha accettato la cena in buona fede: "Non potevo sapere ci fosse dietro qualcosa del genere"

"Accettare la cena da 150 euro è stata una mia ingenuità, fatta in perfetta buona fede". Sono le parole di Fiorenzo Dadò a seguito del polverone che si è sollevato attorno al pasto per due offerto a Bormio dal titolare di Argo 1.

"Non potevo sapere ci fosse dietro qualcosa del genere - spiega il presidente del PPD ai microfoni di TeleTicino - Mi scuso con tutti quelli che sono rimasti delusi e che hanno pensato fosse un atto di corruzione".

Dadò sottolinea di essere conosciuto da tutti in Ticino per la sua trasparenza, e di non essere neanche nei CdA proprio per una questione di trasparenza.

Il presidente del PPD auspica "che vengano fatte tutte le verifiche del caso in modo che questa situazione venga chiarita e che i cittadini possano riavere fiducia nelle istituzioni e anche nei politici".

Ricordiamo che il Consiglio di Stato ha aperto un'inchiesta amministrativa nei confronti della funzionaria del DSS, compagna di Dadò, accusata di aver accettato la cena (vedi suggeriti). 

Redazione | 19 set 2017 20:50

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