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Argo 1, il PS chiede un'inchiesta amministrativa

Il partito vuole chiarezza sulle pratiche "inaccettabili" dell'agenzia di sicurezza e per ristabilire fiducia nelle istituzioni

Il Partito Socialista ribadisce in una nota l’importanza d’istituire un’inchiesta amministrativa per far luce in modo chiaro e definitivo sullo scandalo “Argo 1”, così come chiesto già alla fine dello scorso mese di marzo. All’inchiesta della Procura, per la quale il partito conferma la piena fiducia, "va affiancato questo procedimento concreto, indispensabile per ottenere l’insieme degli elementi per chiarire l’insieme della vicenda e dei suoi risvolti che – sebbene non abbiano rilevanza penale – sono determinanti dal punto di vista della responsabilità amministrativa e politica" sottolinea il PS nella nota.

"Le informazioni emerse attraverso i media durante il fine settimana, relative al soggiorno a Bormio dell’allora Capogruppo PPD Fiorenzo Dadò e della responsabile del Servizio richiedenti d’asilo del DSS – per cui il responsabile dell’agenzia di sicurezza “Argo 1” ha offerto loro due cene per un importo di 150 euro – così come i dettagli supplementari resi pubblici dalla stampa, vanno sommati al peso di un dossier già di per sé grave e preoccupante" ribadisce il PS. "La questione delle regalie e degli eventuali favori, il fatto che il titolare della “Argo 1” abbia proposto d’intercedere affinché il soggiorno in questione potesse essere ottenuto “a un buon prezzo” non vanno ridotti, banalizzandoli, a fatti puramente aneddotici. Sono pratiche che non possono e non devono essere accettate poiché oltre all’evidente problema evidenziato, incidono – erodendola – l’indispensabile fiducia della popolazione nelle istituzioni, gettando discredito sull’Amministrazione pubblica e l’insieme dei suoi funzionari".

"Benché non sia stata rivelata una responsabilità penale" evidenzia il partito, "questi fatti suscitano delle questioni morali, mettono in evidenza dei problemi di conflitti d’interesse e confermano la necessità di determinare senza indugio le responsabilità politiche. Va infatti evidenziato che poco prima di questi fatti, l’agenzia di sicurezza “Argo 1” ha beneficiato di un mandato diretto per un ammontare complessivo di 3,4 milioni, attribuito e cofirmato dal Consigliere di Stato Paolo Beltraminelli, dello stesso partito dell’allora Capogruppo, per il quale è stata reiteratamente violata la Legge sulle commesse pubbliche, che non ha fatto l’oggetto di un concorso pubblico e che non è stato iscritto nella lista delle commesse superiori ai 5’000 franchi aggiudicate per incarico diretto".

"Lo scandalo ‘Argo 1’", aggiunge il PS, "mette in luce anche il dumping salariale e il pagamento non dichiarato ai dipendenti dell’agenzia di sicurezza di ben 8mila ore di lavoro, per un importo complessivo di 190mila franchi di straordinari tra il 2015 e il 2016. Un fatto del tutto inaccettabile per il quale, oggi, si pone anche la questione relativa al pagamento delle compensazioni e dei contributi sociali mancanti. Lo scorso 16 agosto è stato decretato il fallimento di ‘Argo 1’, posta in liquidazione. Non è quindi accettabile che oltre allo scandalo e alla violazione constata della legge, i lavoratori di “Argo 1” siano costretti a portare il fardello – pagandolo – di questa vicenda.

Redazione | 19 set 2017 14:49

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