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"Ben vengano le mozioni contro il fumo passivo"

Polli: "Oggi più di ieri vi è un qualunquismo precoce e profondo che degrada i rapporti sociali"

L'Associazione svizzera non-fumatori sostiene in toto la posizione di Nadia Ghisolfi in merito alla lotta contro il fumo. La deputata PPD, lo ricordiamo, recentemente ha inoltrato al Governo quattro atti parlamentari diversi, in cui propone di proibire le sigarette nei parchi giochi, nelle stazioni e negli stabili istituzionali (vedi articoli suggeriti).

Raggiunto da Ticinonews in mattinata, il presidente dell'ASN Alberto Polli ha tenuto a ribadire la propria posizione sull'argomento: "Non possiamo che condividere gli intenti delle mozioni tese a proteggere la maggior parte della popolazione dal fumo passivo - ha commentato -. Oggi per fortuna nessuno osa più mettere in dubbio la nocività del fumo passivo. Giustamente queste proposte mettono in evidenza il fatto di distinguere lo spazio pubblico dallo spazio privato".

La Ghisolfi, come anticipato, si è soffermata in particolare su parchi giochi e stazioni: "Il parco giochi e le pensiline non sono spazi privati anche se sono all'aperto. Sono infatti frequentati da tutti, senza distinzione di età, genere e colore della pelle. Oltre al danno fisico c'è anche il disgusto e il malvezzo dei mozziconi disseminati ovunque che, se non raccolti, impiegano un paio di anni per essere degradati. Non si tratta di vietare ma di "normalizzare" un'abitudine che ogni fumatore di buon senso dovrebbe interiorizzare".

Polli si è soffermato poi su quanto succedeva nel recente passato: "Negli anni '90 se i fumatori fossero stati capaci di non fumare al ristorante durante i pasti e di rispettare i commensali non-fumatori, non sarebbe stata necessaria una normativa scritta che poteva apparire come un divieto e che invece era solo una regola per i fumatori refrattari alla comprensione del fastidio e del danno che arrecavano agli altri".

Spesso, si sa, quando si parla di limitazioni in questo ambito, gli oppositori reclamano il loro diritto alla libertà. "Non si invochi questa volta il pretesto della libertà o dei troppi "divieti"- ha affermato Polli - Le regole ci vogliono eccome. È un bel dire "la libertà", ma si sa che nessuno sa regolarsi da solo, bisogna che qualcuno gli dia delle regole. Faccio l’esempio delle regole che concernono la caccia e la pesca: se non ci fossero regolamentazioni per i periodi, i giorni, le tipologie delle prede, gli orari, i pesi e le misure, ecc. cacciatori e pescatori andrebbero a pescare e cacciare in qualsiasi momento dell’anno, con le armi che più aggradano loro, caccerebbero qualsiasi animale senza distinzione, di qualsiasi peso e misura. Quindi ci vuole una regolamentazione. Un secondo esempio è quello dei parcheggi per gli handicappati. L’utente della strada capisce che non deve posteggiare in quegli spazi solo se riceve una sanzione.... perché? Perché l’uomo tendenzialmente se ne frega di sé e degli altri e oggi più di ieri vi è un qualunquismo precoce e profondo che degrada i rapporti sociali. Quindi le regole ci vogliono, sono necessarie. Poi se si chiamano “divieti” o “normative” o “regolamentazioni” poco importa. Il concetto è sempre uguale. Ci vogliono le regole per vivere con rispetto nella nostra società".

In generale, per Polli esiste un'oggettiva mancanza di rispetto verso i non-fumatori a cui bisogna sopperire con maggiori norme: "Sotto una pensilina mi sono sentito rispondere: se ti da fastidio il fumo spostati di una decina di metri e il fumo non lo sentirai più. Eh no, non ci siamo! Ritorniamo al rispetto che se non funziona bisogna farlo funzionare".

E conclude: "Per gli esercizi pubblici basterebbe fare una norma, che ogni ristoratore debba mettere un posacenere fisso o amovibile ad almeno 4 metri di distanza dalla porta principale d'entrata. È noto e logico che i fumatori stazionano nelle vicinanze del posacenere e il problema sarebbe risolto anche dal punto di vista dei mozziconi gettati sul sedime antistante. È altrettanto noto che la presenza del posacenere autorizza a fumare. L'ASN auspica che i fumatori siano più rispettosi dei commensali non-fumatori anche sulle terrazze e giardini esterni al locale. Se non lo saranno bisognerà sollecitare una normativa in tal senso, tavoli, fasce orarie o altri accorgimenti per fare in modo che il fumo passivo non sia dannoso a chi non vuole sorbirlo involontariamente (Art. 52 della Legga sanitaria)".

DV

Redazione | 13 set 2017 17:00

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