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Piccolo colpo di scena a Brusino Arsizio

Il Consiglio comunale non è entrato in materia sul credito per il PAM2. "Votare per finta non è democratico"

Il Consiglio comunale di Brusino Arsizio (16 Consiglieri presenti su 20) si è riunito lunedì 11 settembre 2017. La Cancelleria spiega che nella seduta straordinaria di due giorni fa si è discusso (come di consueto) soprattutto di canalizzazioni, con la modifica dell’articolo 36 dell’apposito Regolamento comunale e con l’approvazione di tre messaggi municipali concernenti crediti di investimento, già votati lo scorso anno ma che, per un vizio di forma, non sono stati ratificati dalla Sezione degli enti locali (SEL) e sono perciò dovuti ritornare sui banchi del Legislativo lacustre (confermati all’unanimità dei presenti).

Il Consiglio comunale ha inoltre dato luce verde al credito per la ripavimentazione in materiale pregiato delle Contrade del Nucleo di Brusino Arsizio (CHF 170'000.— per la posa di cubi di granito ticinese con il 30% della spesa coperto dal prelievo dei contributi di miglioria). La riqualifica, per ora prevista solo nelle zone interessate dai lavori di sostituzione delle condotte di scarico e delle tubazioni dell’acqua potabile, sarà probabilmente estesa in futuro ad altre zone del Nucleo, così come auspicato nel rapporto della Commissione delle Opere Pubbliche.

In chiusura, comunica la Cancelleria, c'è stato un piccolo coup de théâtre: i consiglieri comunali, su proposta di Alberto Poli (Gruppo Popolare Brusinese) e avvalendosi delle facoltà loro concesse dall’articolo 25 del Regolamento comunale, hanno deliberato la non entrata in materia sul MM 7 / 2017 concernente la richiesta di un credito quadro CHF 32'198.40 quale partecipazione comunale ai costi delle opere regionali del PAM2. Nel messaggio, infatti, era espressamente specificato che la non accettazione da parte del Legislativo del credito richiesto non avrebbe in alcun modo influito sulla procedura di incasso del Cantone. Di conseguenza, accettare o respingere il messaggio in questione avrebbe portato allo stesso risultato.

La Cancelleria comunale sostiene che con la decisione di non discutere neppure la richiesta (il cui esito è comunque già noto), il Consiglio comunale, supportato dal Municipio, ha scelto di mandare un messaggio politico forte alle autorità cantonali: questo “votare per finta” è un esercizio che non rispetta i principi di uno stato democratico e che mina l’autonomia comunale costituzionalmente garantita.

Redazione | 13 set 2017 09:08

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