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"Una quota per i maschi svizzero-tedeschi"

Il politologo Nenad Stojanovic propone una riforma dell'articolo costituzionale sulla composizione del CF

"È il momento di un ticinese". "Tocca a una donna". Provenienza geografica o 'Fattore-D'? Nel dibattito pre 20 settembre, quando finalmente sapremo chi sarà il successore di Didier Burkhalter in Consiglio federale, ha spesso e volentieri tenuto banco questo dilemma. Al PLRT è toccato valutare se puntare sul 'fattore donna' (ovvero proponendo Laura Sadis) oppure se affidarsi a un candidato maschio (Ignazio Cassis) mentre tra un mese all'Assemblea federale toccherà un compito non meno impegnativo, dovendo scegliere tra "cultura" e "genere".

Le discussioni, inevitabilmente, continueranno anche il giorno seguente l'elezione e c'è già chi sostiene - e sosterrà - che ticinesi e donne vengano eletti il Consiglio federale solo 'grazie' alla lingua madre oppure al sesso. Ovvero una sorta di 'contentino' alle minoranze.

Chi è convinto che questo modo di pensare sia diffuso e vada ridimensionato è il politologo ticinese Nenad Stojanovic, tanto da proporre, in un'opinione pubblicata oggi sulla Neue Zürcher Zeitung, una riforma dell'articolo costituzionale sulla composizione del Consiglio federale (Art. 175. 4).

"Invece di avere una quota (anche se indiretta) per le minoranze linguistiche, alla quale si aggiunge una quota informale (cioè non iscritta nella Cost.) per le donne – spiega Stojanovic - propongo una quota per i maschi svizzero-tedeschi".

"Non è uno scherzo o una provocazione", scrive il politologo ticinese, che si basa su uno studio pubblicato tre anni fa dalla professoressa inglese Rainbow Murray della Queen Mary University London nella prestigiosa Rivista Americana di Scienza Politica dove si spiega perché nell'ottica della promozione delle donne in politica, è molto meglio prevedere una quota (minima ma anche massima) per i maschi invece che per le donne e le minoranze.

"L'obiettivo è di invertire la logica attuale che vede donne e ticinesi stigmatizzati per il loro sesso rispettivamente la lingua madre: i commentatori dei media svizzero-tedeschi a più riprese hanno sottolineato, per esempio, che Cassis è candidato e probabilmente sarà eletto "solo perché ticinese". Ciò è ingiusto perché non diranno invece mai che uno svizzero-tedesco è stato eletto "solo perché germanofono". Come se i ticinesi, così come le donne, non abbiano altre competenze se non la loro lingua madre e il loro sesso".

Stojanovic cita come esempio un articolo del Tages Anzeiger del 7 agosto, firmato da Philipp Loser, dove si legge che "Ignazio Cassis sa benissimo che verrebbe eletto principalmente perché ticinese e non perché è il politico svizzero più brillante del dopoguerra". Concretamente, Stojanovic propone che i maschi svizzero-tedeschi debbano avere almeno due e al massimo tre seggi in Consiglio federale. "Attualmente, dal 2008, ne hanno due, ma dal 1848 hanno avuto la maggioranza assoluta (quattro o più) durante il 92% del tempo".

Redazione | 20 ago 2017 09:15

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