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"Divergenze sul futuro"

Il commento di Marcello Foa, amministratore delegato del gruppo CdT, e di Alessandra Zumthor, direttrice del GdP

Il Giornale del Popolo si sgancia dal gruppo del Corriere del Ticino. Dal 2018 continuerà la sua avventura editoriale da solo. La notizia è giunta inaspettata, anche se ovviamente non è un salto nel buio ma il frutto di valutazioni approfondite. I diretti interessati ci lavoravano da mesi.

E’ una novità significativa nel panorama mediatico cantonale; una mossa che ridisegna la scacchiera, aprendo nuovi scenari che saranno più chiari soltanto nei prossimi mesi o anni. Certo è che il Giornale del Popolo, soccorso anni or sono proprio dal Corriere in un momento di grave difficoltà finanziaria, ora immagina il suo futuro senza la stampella di Muzzano. Il divorzio giunge dopo 14 anni di collaborazione. E’ consensuale, certo, ma è stato deciso dal Giornale del Popolo, dalla sua direzione e dall’editore, ovvero il vescovo Valerio Lazzeri. Il motivo? Divergenze di vedute, spiega Marcello Foa, amministratore delegato del gruppo CdT, raggiunto telefonicamente all’estero da TeleTicino.

La direttrice del Giornale del Popolo Alessandra Zumthor conferma: "Il ruolo del GdP nel mondo editoriale ticinese, non sarà quello immaginato e indicato dai vertici del Corriere del Ticino".

Dal primo gennaio dunque cesserà ogni collaborazione tra i due quotidiani. Le due testate torneranno ad essere gestite in maniera separata e a gestirsi in modo autonomo anche sul mercato pubblicitario ticinese.

La Diocesi non si astiene comunque dal ringraziare sentitamente la Fondazione del Corriere del Ticino che nel 2004, come dicevamo, intervenne con cospicui fondi per salvare il GdP.

Maggiori dettagli nel servizio di TeleTicino nel TG delle 18:45.

Matteo Bernasconi | 17 lug 2017 18:45

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