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Dicastero immobili: "Perché è stato chiuso il concorso?"

La Lega dei Ticinesi di Lugano interroga il Municipio sulla scomposizione del Dicastero in due divisioni

Nove consiglieri comunali leghisti di Lugano hanno inoltrato oggi un'interrogazione per chiedere lumi sulla decisione presa dal Municipio di chiudere il concorso per la nomina di un direttore per il Dicastero immobili, con conseguente riorganizzazione dello stesso.

"Il 25 giugno 2015 il Municipio aveva informato di aver approvato il progetto di riforma dell’amministrazione cittadina (Progetto Nuova Amministrazione, PNA) avviato con mandato a un gruppo di lavoro interno all’amministrazione e coordinato da un consulente esterno (Alberto Cotti) - rammentano gli interroganti Daniele Casalini (primo firmatario), Nicholas Marioli, Luisa Aliprandi, Omar Wicht, Andrea Sanvido, Andrea Censi, Marco Bortolin, Gian Maria Bianchetti e Norman Luraschi - Il gruppo di lavoro era stato incaricato di elaborare una proposta di nuova organizzazione dei servizi della Città con una suddivisione in sette aree e con l’obiettivo di individuare un modello organizzativo organico e durevole nel tempo, strutturato per migliorare l’efficacia e l’efficienza dei servizi amministrativi".

Nell’ambito di questa nuova organizzazione e nella definizione delle sette aree il Municipio approva la formazione dell’area Dicastero Immobili e il 17 novembre 2016 decide di riorganizzare lo staff del Dicastero Immobili con l’obiettivo di “sostenere e accelerare lo sviluppo dei progetti strategici della Città”, attribuendo all’arch. Milo Piccoli, il ruolo di Responsabile dei progetti strategici e nello stesso tempo decide di aprire un concorso per la Direzione dello stesso Dicastero".

Il concorso è stato aperto il 24 novembre 2016 e nel bando venivano evidenziati alcuni requisiti specifici necessari per la futura assunzione del nuovo direttore (formazione accademica ETH/EPF quale architetto o ingegnere; elemento preferenziale: specializzazione in ambito economico e/o immobiliare; comprovata esperienza professionale nel settore edile e/o immobiliare; elemento preferenziale: comprovata esperienza nel settore pubblico; ecc), le mansioni che saranno coperte dal futuro Direttore e i documenti da consegnare per l’accettazione della candidatura.

"In data 08 giugno 2017 e ben 6 mesi dopo la chiusura del concorso pubblico del 12 dicembre 2016, il Municipio decide di scomporre il Dicastero Immobili in due Divisioni, con l’obiettivo di migliorare il coordinamento dei suoi diversi settori e di conseguenza “chiude il concorso senza procedere a un’assunzione”. Alla luce di ciò, gli interroganti pongono all'Esecutivo luganese le seguenti domande:

1) Quante candidature, sono rientrate alla chiusura del bando di concorso?

2) Quante candidature sono state scartate nella prima verifica?

3) Nel bando di concorso i requisiti particolari richiesti sono dei requisiti naturalmente acquisiti negli operatori del settore edile con formazione accademica. È possibile che nessuno dei candidati selezionati avessero tali requisiti?

4) Nel comunicato stampa emerge come “i profili disponibili abbiano competenze preponderanti solo in una delle due divisioni (edilizia pubblica o gestione immobiliare)”. Tenuto conto che oggi, visto l’andamento economico del mercato immobiliare, un architetto e/o ingegner ETH/EPF forzatamente per la sua preparazione accademica e formazione lavorativa si occupa sia di edilizia sia di gestione (economica e immobiliare) ed è impossibile che la sua formazione possa preponderare più in un settore che nell’altro delle due divisioni. Perché non sia stato possibile evidenziare un profilo idoneo?

5) Il comunicato stampa mette, però l’accento sulla “ristrutturazione del Dicastero Immobili”, perché dopo circa due anni dalla definizione di tale dicastero, dopo meno di un anno dalla decisione di riorganizzazione lo staff del Dicastero, lasciando il posto di direzione vacante e dopo sei mesi di valutazione del concorso, Il Lodevole Municipio decide di ristrutturare nuovamente il Dicastero? Questa decisione è stata condivisa con il gruppo di lavoro al quale è stato assegnatolo studio del nuovo PNA e che ha di conseguenza definito la nuova struttura del Dicastero immobile quale “modello organizzativo organico e durevole nel tempo, strutturato per migliorare l’efficacia e l’efficienza dei servizi amministrativi”?

6) Nel Comunicato stampa il Dicastero Immobili è descritto come quell’organo amministrativo che “gestisce l’intero ciclo di vita delle opere edili pubbliche e il vasto patrimonio immobiliare di proprietà della Città” e che è stato suddiviso in: progettazione, realizzazione, manutenzione e gestione/logistica. Viene anche affermato che, “analizzate realtà equiparabili, questa modalità organizzativa – un unicum rispetto a quella degli altri dicasteri cittadini, tutti suddivisi in divisioni ciascuna con un responsabile di riferimento – non si è però dimostrata ottimale”.
Quali sono state le analisi intraprese dal Municipio a dimostrazione di ciò?
È stato tenuto conto che da novembre 2016 il Dicastero si è ritrovato a gestire l’intero pacchetto operativo senza più una figura capo, idonea e formata nel settore, di riferimento, ma assegnata ad interim al direttore dei servizi urbani ing. Roberto Bianchi e ad altri funzionari Comunali che non hanno comunque la formazione idonea a questa funzione ?

7) Perché il Municipio ha deciso di ridurre la frammentazione interna quando due anni prima e a seguito di un lavoro di analisi assegnato a un gruppo di lavoro, era stato proprio definito questo tipo di struttura definendola “un unicum”? La suddivisione decisa non fa tornare indietro nella vecchia struttura che si è voluta cambiare nel 2015?

8) La volontà di suddividere comporta anche la necessità di avere due responsabili di Divisione, e quattro capi sezione. Ciò significa che rispetto alla struttura definita e condivisa nel 2015 oggi si vuole generare due posti in più (un divisionario e sicuramente un capo sezione della realizzazione che è ancora un posto vacante) rispetto a un solo posto di Direttore DIm. Che influenza economica avrà questa suddivisione sulle tasche del cittadino?

9) Quali sono i reali motivi che hanno portato a tale decisione?

10) Nel comunicato si parla di “numerose iniziative di riordino generale del settore immobiliare cittadino, quali la raccolta centralizzata dei dati immobiliari e l’impostazione di procedure di lavoro unitarie”. Quali sono queste iniziative concretamente? Oltre al censimento degli immobili della città sono stati sviluppati e/o utilizzati dei software che permettano la centralizzazione dei dati immobiliari e se sì perché non è stata fatta una richiesta di credito al CC dal momento che questo tipo di gestione implica un investimento importante economico per il numero di risorse umane e informatiche da impiegare? Quali sono le procedure di lavoro unitarie impostate? È possibile che non ci fossero già in precedenza? Come hanno potuto operare i nostri tecnici in questo settore?

 

Redazione | 19 giu 2017 15:15

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