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Revocare il Governo? "Non è facile..."

Attilio Bignasca fa un primo parziale dietrofront. E sul suo trasferimento all'estero: "Magari vado solo a Bellagio"

Sembra destinata a sciogliersi come neve sotto il torrido sole estivo, l'ipotesi lanciata domenica dal coordinatore della Lega dei Ticinesi Attilio Bignasca di raccogliere 15'000 firme per chiedere la revoca del Consiglio di Stato ticinese, "reo" di aver rinunciato all'obbligatorietà del casellario giudiziale per l'ottenimento dei permessi B e G.

È vero che il presidente dell'UDC ticinese Piero Marchesi ha già fornito il suo sostegno personale alla raccolta firme, ma oggi su La Regione è lo stesso Attilio Bignasca a esprimere dubbi su quanto da lui dichiarato domenica.

"Nella lettera spedita a Bellinzona ho scritto e/o" spiega il coordinatore leghista al quotidiano bellinzonese. "Vale a dire che discuteremo col gruppo parlamentare la raccolta di firme per la revoca o per lanciare un'iniziativa popolare che introduca una legge cantonale con l'obbligo del casellario."

Bignasca ribadisce quindi che a decidere sarà il gruppo parlamentare della Lega, anche se riconosce già sin d'ora che "quindicimila firme in due mesi non le tiri su facilmente..."

Il Consiglio di Stato dovrebbe quindi restare in carica fino alla scadenza naturale della legislatura, nell'aprile 2019. Ma "comunque vada per me questa legislazione è finita", aggiunge Bignasca, che infine resta sibillino sulla località nella quale intende trasferirsi. "Magari vado solo a Bellagio, così un giorno si è uno no torno in Ticino a rompere..."

Redazione | 13 giu 2017 08:32

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