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Omeopatia, "affermazioni discutibili e unilaterali"

Il DSS replica alla Neue Zürcher Zeitung: "La clinica soddisfa le esigenze dei pazienti. Al vaglio l'aspetto pubblicitario"

Il Dipartimento della sanità e della socialità (DSS) ha preso atto dell’articolo pubblicato sull’edizione odierna del quotidiano Neuer Zürcher Zeitung (NZZ), e dedicato a un’offerta di medicina alternativa sul territorio ticinese (vedi articolo suggerito) e ha preso posizione in un comunicato stampa che riportiamo di seguito:

"Dopo alcune verifiche con i propri servizi, la Direzione del DSS desidera chiarire alcune asserzioni discutibili e unilaterali, per evitare ogni possibile fraintendimento su una materia complessa e molto sensibile. La Clinica Spinedi (e non la Clinica Santa Croce, come erroneamente indicato nell’articolo della NZZ) è autorizzata dal 30 giugno 1999 all’esercizio quale istituto di cura per il trattamento di una casistica di pazienti autonomi e autosufficienti affetti da patologie croniche. La stessa, che non è nell’elenco della Pianificazione ospedaliera cantonale, non è sovvenzionata dal Cantone e non è riconosciuta dall’assicurazione malattia, non è quindi inglobata nella copertura del fabbisogno di cure della popolazione ticinese".

"I medici di riferimento in Clinica sono attivi nell’ambito dell’omeopatia. Essi agiscono sulla base della libertà terapeutica loro concessa, ma devono rispettare il corretto e proporzionato dovere d’informazione. La Legge sanitaria prevede, a tutela del paziente, che il medico lo informi in modo chiaro e comprensibile della propria qualifica prima di dare una prestazione o attuare una terapia. È importante che il paziente sia ben cosciente del fatto che la terapia che si appresta a seguire sia scientificamente riconosciuta oppure che si tratti di una terapia di medicina complementare. Il paziente deve poter compiere una scelta informata e consapevole". Si segnala quindi che in sede di ispezione, il Medico cantonale ha rilevato che emerge una clinica omeopatica orientata a soddisfare i bisogni dei propri pazienti in un clima di rispetto della dignità e delle scelte della persona."

"La Costituzione svizzera garantisce infatti a ogni persona la libertà di scegliere ciò che ritiene meglio per sé. In ambito sanitario questo vuol dire che ogni persona può decidere di curarsi ricorrendo – come meglio crede - alla medicina “classica” oppure a un’altra disciplina, come può semplicemente decidere di non farsi curare. I pazienti, correttamente informati e nell’ambito del proprio diritto all’autodeterminazione, sono liberi di affidarsi alle cure di propria scelta. Al momento del ricovero vengono ancora informati dei limiti, del mancato riconoscimento dell’assicurazione malattia e della particolarità di questo tipo di cure. Fondamentale in quest’ambito è quindi l’informazione esaustiva e adeguata".

"In conclusione, il professore all’origine dell’articolo ripreso dalla NZZ stigmatizza essenzialmente l’aspetto della pubblicità effettuata dalla Clinica, che si trova effettivamente al vaglio delle autorità, che interverranno nei modi e nei tempi dovuti – e non rilasceranno pertanto ulteriori dichiarazioni sul tema, in attesa della conclusione del procedimento".

Resta dunque aperta la questione della presunta pubblicità ingannevole evidenziata dal quotidiano zurighese.

Redazione | 19 mag 2017 15:25

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