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L'aggressore di Gordola: "Un anno fa era cambiato"

Sgomento a Biasca per il giovane che ha colpito a morte il 44enne di Genestrerio: "Due le famiglie distrutte"

Un pugno sferrato per motivi ancora inspiegabili. E il buio è sceso poco prima dell’alba. Un 44enne padre di famiglia è morto così: per colpa di un’aggressione all’uscita di una discoteca. Gli amici ne sono certi: il suo aggressore non lo conosceva. Nemmeno lo aveva mai visto. Alexander, il 21enne accusato di omicidio colposo e omicidio intenzionale, intanto è in carcere.

Quella di Alexander, racconta chi lo conosce ai microfoni di TeleTicino, era una vita come tante altre. Uguale a quella di molti 21enni cresciuti in Ticino. Di origini kosovare, era diventato grande a Biasca con due sorelline e due genitori a cui si dice sia molto legato. La vita di Alexander scorreva così: gli amici, la famiglia, e una grande passione per lo sport. Esperto di arti marziali, già da giovanissimo aveva partecipato a qualche torneo internazionale.

A scuola e in paese non aveva mai dato problemi. Poi, si dice che un anno fa qualcosa fosse cambiato. Una nuova ragazza, un Alexander diverso. Il ragazzo socievole era diventato cupo, nervoso e sembra, molto, molto geloso. Aveva iniziato a lavorare come broker assicurativo, ma qualcosa forse non era andata per il verso giusto. Si dice avesse molti debiti. Era diventato uno "sbruffone”, raccontano di lui. “Non temerai i terrori della notte, mille cadranno al tuo fianco, ma nulla ti potrà colpire”, questo invece è quello che Alexander dice di sé sul suo profilo Facebook.

Alexander è in carcere e a Biasca incredulità e sgomento la fanno da padrone. “Sono due le famiglie distrutte, quella della vittima e quella dell’aggressore”, mormorano in paese. Quel che è certo è che questa storia ha riaperto una ferita che dopo l’omicidio Tamagni non si era mai completamente rimarginata.

 

 

Redazione | 24 apr 2017 18:50