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Tombe spostate a Lugano, "Fatto più del dovuto"

Il Municipio ha risposto a Sara Beretta-Piccoli, preoccupata per gli spostamenti decisi nei cimiteri cittadini

A inizio febbraio, Sara Beretta Piccoli aveva chiesto al Municipio di Lugano di spiegare i contorni della decisione della Città di spostare altrove circa 1'400 tombe che attualmente si trovano nel cimitero cittadino.

L'esecutivo luganese negli scorsi giorni ha risposto, precisando sostanzialmente che sono stati rispettati i regolamenti e si sarebbe persino fatto qualcosa in più: "La metodologia seguita per avvisare eventuali parenti/eredi/rappresentanti è andata ben oltre a quanto previsto dal regolamento." Il Municipio precisa infatti che sono state effettuate ricerche mirate, procedendo ad applicare degli avvisi su ciascuna tomba in apparente stato di abbandono per un periodo minimo di 6 mesi. Le ricerche delle autorità, svoltesi tra novembre 2013 e aprile 2016, hanno così permesso di individuare 416 eredi/rappresentanti (45%). Dati che, secondo l'esecutivo, "confermano l'efficacia del sistema, segnatamente conferma che le tombe rimaste senza rivendicazione in questa prima fase sono quelle non visitate nel periodo indicato in precedenza."

La città, autrice di varie segnalazioni e "coadiuvata dal fenomeno di passaparola", è quindi convinta di avere usato "tutti i mezzi a disposizione". In merito a quali tombe liberare, ci si è basati "sulle ultime date di decesso dei defunti e lo stato di mantenimento della tomba". Con la procedura adottata, "nel 55% dei casi delle tombe pubblicate, l'ultimo decesso è avvenuto al più tardi nel 1957, ossia 60 anni fa".

La consigliera comunale PPD aveva anche chiesto al Municipio se non trovasse lesivo del rispetto della persona defunta l'idea di apporre dei biglietti sulle tombe. Per lo stesso però, l'applicazione sarebbe stata eseguita "cercando di contenere il più possibile il disturbo estetico che poteva derivarne. L'avviso è stato applicato negli angoli delle lapidi o nei cordoli, mai in vicinanza delle epigrafi e delle fotografie dei defunti, proprio come forma di rispetto nei loro confronti". Per quanto concerne "l'imprecisa lista dei defunti" denunciata da Sara Beretta-Piccoli, viene invece riconosciuto l'errore in cinque dei 1400 nomi, per "errori di battitura".

Gli incassi generati dalla vendita delle tombe sarebbero invece impossibili da quantificare. Per coloro che dovranno abbandonare il loro luogo di eterno riposo non verrà in ogni caso previsto alcun rituale religioso "in quanto non si può avere la certezza delle confessioni religiose praticate in vita, sarebbe quindi oltremodo irrispetoso prendere autonomamente delle decisioni in merito".

Redazione | 21 apr 2017 17:30

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