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"Nella torre d'avorio ci è rimasto Centonze"

Il deputato PS Bruno Storni replica all'imprenditore: "Legittimo che difenda i propri interessi, ma..."

Non si sono fatte attendere le repliche alla presa di posizione dell’imprenditore Emanuele Centonze contro la Strategia energetica 2050. In un’opinione inviata al Corriere del Ticino, ricordiamo, Centonze aveva criticato l’approccio l’Ufficio federale dell'ambiente, definendolo è un approccio ideologico, “che non considera le possibili conseguenze per la popolazione e per l’economia”.

Alle parole dell’imprenditore di Balerna ha risposto il deputato socialista in Gran consiglio Bruno Storni, che difende la Strategia energetica. “Chiaramente venderà meno nafta e benzina cosa che tra l'altro è già in corso da un decennio grazie allo sviluppo tecnologico e a norme più severe per apparecchi e autovetture, norme di origine UE", scrive Storni su Facebook.

“E malgrado l'aumento di mezzo milione di autoveicoli negli ultimi 15 anni i consumi globali di carburante non sono aumentati (pro capite sono già scesi). Concretamente in totale dal 2000 i consumi pro capite sono già scesi del 15%, ad esempio si vende molto meno nafta perché i nuovi bruciatori sono più efficienti o perché quelli vecchi sono stati sostituiti da pompe di calore, poi gli edifici consumano meno perché meglio isolati, e malgrado il milione di abitanti e relative abitazioni in più i consumi globali non sono cresciuti, anzi”.

“Inoltre per Centonze c'è stata anche la concorrenza del gas che pure erode il mercato alla sua nafta. – prosegue Storni - Quanto alla crescita dei consumi di elettricità per motori, computer, pompe di calore e quant'altro, bastava che leggesse la Statistica Svizzera dell'elettricità che dimostra che il consumo pro capite è sceso del 10% in 10 anni e quelli totali sono fermi malgrado crescita di popolazione e apparecchi. E questo non per magia ma per effetto delle nuove tecnologie”.

“Mi sembra che sia conosciuto a tutti che la crisi dell'idroelettrico è anche dovuta ad una diminuzione dei consumi di elettricità in tutt'Europa. Con la ciliegina sulla torta della balla UDC dei 3200 fr per famiglia dimostra che nella torre d'avorio c'è rimasto Centonze con l'Unione petroliera Svizzera”.

Legittimo, conclude il deputato, che Centonze e l’Unione petroliere difendano i loro affari “ma non con argomenti privi di qualsiasi fondamento. Ma sappiamo che tra i petrolieri c'è ancora chi mette in dubbio i cambiamenti climatici da CO2”.

Redazione | 21 apr 2017 11:30

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