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"Licenziati 3 ticinesi alle FFS"

Il sindacato SEV denuncia il taglio di tre collaboratori sulla cinquantina. "Non è degno di un'azienda pubblica"

Le FFS hanno licenziato per il prossimo 1° novembre tre custodi attivi rispettivamente al Centro di manutenzione di Biasca, al Centro d'esercizio di Pollegio e allo stabile Pedemonte 7 di Bellinzona.

Ad annunciarlo è il segretario del sindacato del personale dei trasporti (SEV) Angelo Stroppini in un comunicato intitolato “FFS: oggi ti assumo, domani ti licenzio. Ovvero la logica dei manager senza ritegno". 

“Tre nuovissimi centri FFS in Ticino, tre assunzioni di collaboratori attorno ai 50 anni e ora la mazzata della perdita del posto di lavoro" scrive Stroppini: “Tutto questo sull’altare del progetto RAIL FIT 20/30 delle Ferrovie che prevede entro il 2020 risparmi per 1,2 miliardi di franchi e la diminuzione di 1'400 posti di lavoro."

"Le FFS non perdono l’occasione per presentarsi in Ticino inaugurando qualsiasi cosa" prosegue Stroppini. "Nel contempo oltre ai vari nastri, tagliano posti di lavoro lasciando a casa i ticinesi. Lo fanno in modo mirato andando a colpire piccoli gruppi professionali evitando così di suscitare grandi clamori. Colpiscono però duro collaboratrici e collaboratori e le loro famiglie”.

Stroppini scrive inoltre che “due dei collaboratori citati non potranno usufruire del programma di ricollocamento interno delle FFS non avendo ancora raggiunto 4 anni di servizio. Da poco assunti e di fatto già licenziati”.

"Nulla impedisce alle FFS di ottimizzare le proprie strutture e la propria organizzazione" prosegue il sindacalista. "Ciò non toglie che questa azienda è ancora totalmente in mano alla Confederazione e ci si aspetterebbe che i manager che ne gestiscono le sorti siano delle persone competenti. Non si deve e non si può riorganizzare tanto per farlo. Non è possibile che si assuma qualcuno a fine 2015 e lo si licenzi nel novembre del 2017. Non può essere che l’unica costante sia il cambiamento. Tutto questo destabilizza i dipendenti che proprio ora, a fronte di un aumento di traffico assicurato, avrebbero bisogno di stabilità e manager competenti."

Il SEV teme che a questi tagli ne possano seguire altri, visto che sarebbero già in previsione nuovi programmi di risparmio nel settore della formazione e nelle risorse umane. "Singoli posti pregiati che spariscono nella razionalizzazione e nel vortice della centralizzazione oltre Gottardo” scrive Stroppini.

"Come se non bastasse, in più settori delle FFS si constata un sovraccarico delle condizioni di lavoro" aggiunge il sindacalista. "Il servizio pubblico ha e deve continuare ad avere un valore. Per il contenimento dei costi la disumanizzazione dei trasporti pubblici non può essere la soluzione. Meno personale sul terreno, distributori automatici di biglietti ovunque e soppressione del personale sui treni della vecchia linea del Gottardo, sono dannosi per un Cantone come il nostro con una chiara vocazione turistica."

"Il SEV difenderà le collaboratrici e i collaboratori colpiti dai tagli individualmente e collettivamente. E continuerà a denunciare pubblicamente strategie aziendali sostenute e implementate da alcuni manager spregiudicati" si legge in conclusione. "Ciò non è degno di un’azienda pubblica."

Redazione | 21 apr 2017 11:07

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