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Progetto pilota a favore dei migranti all'OBV

L'EOC cerca un mediatore culturale per l'ospedale di Mendrisio. "Siamo sulla rotta di un esodo epocale"

L'Ente ospedaliero cantonale (EOC) ha pubblicato sui quotidiani ticinesi di oggi un annuncio per la ricerca di un mediatore culturale all'Ospedale Beata Vergine di Mendrisio.

Si tratta di una figura, come spiega al Corriere del Ticino il direttore sanitario del nosocomio Brenno Balestra, chiamata a fungere da responsabile per un progetto pilota in Ticino sulla gestione di pazienti migranti o richiedenti l'asilo, sempre più presenti all'ospedale di Mendrisio.

"Con l'aumento della casistica di pazienti migranti all'OBV, che si trova sulla rotta di un esodo epocale, il nostro personale si è adattato, ma vorremmo farlo ancora meglio" spiega Balestra. "E a giustificare questa volontà vi è il fatto che l'ospedale sarà probabilmente ancora più attivo sotto questo profilo nei prossimi anni con l'apertura di un nuovo centro profughi con 350 posti nel Mendrisiotto."

"Ma non solo" prosegue Balestra. "Il progetto, che mira in generale a una maggiore attenzione e sensibilità alla diferenze, si apre anche ad altri pazienti vulnerabili, come persone disabili, malati psichiatrici, emarginati o sans papier."

Quella del mediatore culturale sarà dunque una prima in Ticino, interamente finanziata da un donatore privato. La persona scelta lavorerà a stretto contatto con il Centro di registrazione e procedura di Chiasso e con il centro di Rancate e dovrà occuparsi di creare percorsi per i pazienti migranti, formare e sostenere il personale curante, coordinare gli interventi di interpretariato, fungere da mediatore nell'ambito del rispetto dei diritti dei pazienti e offrire consulenza agli altri ospedali dell'EOC.

Redazione | 21 apr 2017 07:49

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