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Gettò uno scooter a San Siro, licenziato dall'EOC

Un dipendente dell'Ospedale Civico di Lugano è stato licenziato in tronco a seguito di un'aggressione

In molti si ricordano ancora oggi di quell'incredibile episodio andato in scena a San Siro il 6 maggio 2001, quando a pochi minuti dal termine della partita contro l'Atalanta alcuni tifosi dell'Inter introdussero nello stadio uno scooter e lo lanciarono sulle gradinate occupate dai tifosi avversari, fortunatamente solo sfiorandoli.

In pochi sapevano però che uno dei tifosi protagonisti dell'ignobile gesto era impiegato presso l'Ente ospedaliero cantonale (EOC), all'Ospedale Civico di Lugano.

Era impiegato ma non lo è più, perché un paio di settimane fa l'uomo è stato licenziato in tronco a seguito di un'aggressione fisica ai danni di un suo superiore.

L'uomo era già noto all'interno della struttura luganese per diversi episodi perlomeno goliardici. Il suo nome figura ad esempio al centro di numerosi messaggi d'amore incisi con una chiave sui lift riservati al personale, ma tutti sanno che a scriverli non è stata qualche misteriosa spasimante, bensì lui stesso.

Un paio di settimane fa però è finalmente giunta la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso: a seguito dell'aggressione, l'uomo è stato immediatamente allontanato dall'ente.

Rettifica

Dobbiamo pubblicare una rettifica dell'articolo di stamattina sul licenziamento in tronco di un dipendente dell'Ente ospedaliero cantonale che era attivo come assistente di cura presso l'Ospedale Civico di Lugano.

Il suo legale ci comunica infatti due importanti precisazioni che modificano sostanzialmente la vicenda.

La prima precisazione è che la persona in questione era sì presente a San Siro il 6 maggio 2011 al momento del lancio dello scooter contro i tifosi atalantini, ma non partecipò all'ignobile gesto, cui si limitò a fare da spettatore. L'uomo non è quindi mai stato condannato per quel lancio.

La seconda precisazione è che la presunta aggressione che gli è costata il licenziamento non è stata ai danni di un suo superiore, bensì di una collega di lavoro con cui in passato ebbe una relazione amorosa. L'avvocato sottolinea inoltre che non si tratta di un’aggressione, ma di un diverbio che non è avvenuto all'interno dell'Ospedale Civico di Lugano, bensì nell'adiacente posteggio, e al di fuori dall'orario di lavoro. Pure l’ex impiegato contesta di aver inciso messaggi amorosi sul lift dell’ospedale.

L'uomo ha inoltre già presentato ricorso contro la decisione dell'EOC.

Ci scusiamo dunque con il diretto interessato per aver fornito una versione non veritiera dei fatti e gli auguriamo di trovare al più presto un nuovo impiego.

 

 

Redazione | 18 apr 2017 09:34

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