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Bosia Mirra: "Mi sono fermata da sola"

Con un lungo testo, la deputata rettifica "un paio di cosette scritte dal Corriere del Ticino e dal Mattino"

È tramite un lunghissimo testo pubblicato ieri in tarda serata su Facebook che la deputata socialista Lisa Bosia Mirra - oggetto settimana scorsa di un decreto d'accusa per aver aiutato diversi migranti ad entrare illegalmente in Svizzera - presenta per la prima volta tutta la sua versione dei fatti e rettifica alcune cose scritte dai media in questi mesi, che secondo lei non corrispondono a verità. 

"Finalmente sono riuscita a mettere le mani sui quotidiani e dopo un periodo trascorso con i profughi che si trovano bloccati a Belgrado mi prendo un po’ di tempo per rettificare un paio di cosette che sono state scritte in questi mesi in particolare dal Corriere del Ticino e dal Mattino della Domenica" esordisce Bosia Mirra.

"1. Il 1° settembre non sono stata fermata, mi sono fermata da sola. Quando mi sono accorta che l’auto delle Guardie di confine seguiva la mia, ho accostato, sono scesa, ho dato il buon giorno agli agenti e ho consegnato loro, come richiestomi, documenti, chiave dell’auto e cellulare. Il tutto si è svolto nel massimo rispetto della mia persona e delle loro funzioni."

"2. Non sono mai stata ammanettata ma accompagnata dapprima al posto di polizia a Chiasso e dopo la telefonata all’avvocato, a Lugano per l’interrogatorio di fronte alla procuratrice Margherita Lanzillo."

"3. Ho da subito collaborato con la procuratrice e nel tardo pomeriggio i fatti erano chiariti.
Il secondo giorno è stato necessario tornare in Procura per un confronto e per chiudere le formalità del giorno prima."

"Mi si chiede spesso se so che fine abbiano fatto le persone che ho aiutato ad attraversare il confine" prosegue Bosia Mirra. "Di alcuni so che stanno bene, di altri che sono incorsi in una procedura Dublino contro la quale hanno interposto ricorso. Di alcuni ho perso le tracce perché non avevano un numero di telefono né altri modi per poter rimanere in contatto."

"Rispondo alle tre domande che “Martin Pescatore” (ma firmarsi no eh?!) pone sul Mattino della Domenica" scrive ancora la deputata.

"1. Non ho rubato niente a nessuno. Le persone che sono state aiutate erano persone gravemente prostrate che avevano assoluta necessità di raggiungere il prima possibile i loro parenti. Per aiutarle non ho utilizzato i denari di terze persone ma denaro mio."

"2. Se i tre anziani ticinesi che vivono con la sola AVS corrono un pericolo per la loro salute e integrità fai bene a rubare oro, incenso e mirra per salvarli. Poi devi essere pronto a subirne le conseguenze, ma se salvi i tre vecchietti, in cuor tuo saprai di aver fatto la cosa giusta quindi potrai affrontare serenamente tutto quello che segue."

"3. Se circoli a 250 km/h e non sei in gara per il Gran Premio di Formula 1 non sei un ottimo conducente, sei un pirata della strada e un pirla!"

"In caso non sia chiaro, lo dico e lo ripeto" prosegue Bosia Mirra. "Le migliaia di respingimenti semplificati applicati dalle Guardie di confine per contenere il flusso di richiedenti asilo non sono conformi al regolamento di Dublino. La legge sull’asilo in Svizzera dice che chiunque può chiedere asilo alla Confederazione. La Segreteria di Stato per la Migrazione (SEM) ha poi facoltà di applicare la legge e decidere per una “Non entrata nel merito”, per una “procedura Dublino”, per una negativa o con una decisione positiva. Conosco bene la legge sull’asilo per aver lavorato per una decina d’anni come rappresentante di opera assistenziale durante i colloqui in cui i richiedenti asilo devono esplicitare i loro motivi di asilo di fronte ai funzionari della SEM."

"L’Alto Commissariato per i rifugiati così si esprime sul reato di entrata illegale: “Qual’ora il migrante possa essere riconosciuto immediatamente come profugo non vanno applicate le stesse leggi per l’immigrazione illegale, in quanto lo stesso, per definizione, sarà sprovvisto di documenti di legittimazione”. E non erano forse immediatamente riconoscibili come profughi le persone che si trovavano al Parco San Giovanni di Como?" scrive Bosia Mirra. "Ho visto respingere alla frontiera persone che avevano lo statuto di profughi riconosciuto dall’UNHCR in Egitto, minori non accompagnati (quasi 4'000 minori nel 2016 sono stati respinti dalla Svizzera di cui almeno 2/3 alla frontiera Chiasso-Como), donne in stato interessante, persone che avevano subito tortura, ecc."

"Demandare alle Guardie di confine il compito di filtrare le richieste di asilo è sbagliato e si inscrive nel processo di criminalizzazione della migrazione in corso in tutta Europa" prosegue Bosia Mirra. "Il motivo per cui molte persone fanno perdere le tracce una volta depositata la domanda di asilo in Svizzera è facilmente spiegabile con il fatto che la Svizzera è campione europeo di rinvii Dublino. Siamo il Paese che rinvia di più, soprattutto sull’Italia. I profughi lo sanno e per questo lasciano il nostro Paese per cercare maggior fortuna in Paesi più ospitali."

"I richiedenti asilo, rifugiati riconosciuti e ammessi provvisoriamente sono l’1,2% della popolazione Svizzera, i malati di Alzheimer il 2,4%. Cito questo dato per avere un metro di misura e per riportare il fenomeno alle sue giuste dimensione" aggiunge Bosia Mirra.

"Voglio porla anch’io qualche domanda alla redazione del Mattino della Domenica:"

"- Quanti voti e quante cadreghe vi ha portato il fare campagna elettorale abbinando da vent’anni, in modo del tutto strumentale, il richiedente asilo al criminale?"

"- Non pensate che sia eticamente poco corretto fare politica stigmatizzando chi, sprovvisto della capacità di difendersi, arriva nel nostro Paese per sfuggire alla guerra, alla fame e alle dittature?"

"- C’è un barcone con il motore in avaria in mezzo al Mediterraneo, a bordo ci sono 100 persone, due terzi sono uomini, un terzo donne e bambini. Un terzo dei profughi è composto da persone provenienti dal Corno d’Africa (Eritrea, Somalia, Etiopia), un terzo arabi per metà siriani e per l’altra metà irakeni, un terzo da persone provenienti dall’Africa Ovest. Sei il capitano della nave che riceve la chiamata di soccorso, che fai? Li vai a salvare o li lasci annegare?"

"Sono situazioni reali che si sono verificate anche in questi giorni di festa."

"La Costituzione svizzera tutela due valori: il rispetto della legge intesa come ordine pubblico e la dignità umana" prosegue Bosia Mirra. "Al di la della mia persona il dibattimento in aula stabilirà quale di questi due valori deve avere il primato. Questo è il tema intorno a cui ragionare perché se è vero che la legge va rispettata la storia è piena di sentenze di principio. Ricordo ai cultori della legge che la schiavitù è stata legge, l’apartheid è stata legge, la pena di morte per gli omosessuali in tanti paesi è purtroppo ancora legge. A questo servono i tribunali e i giudici, a stabilire quali leggi possano essere violate in caso di necessità così come da sempre prevede anche il codice penale svizzero. Credo che a nessun essere umano debba essere impedito di mettere in salvo la propria vita, di vivere con la propria famiglia, di cercare di migliorare la propria condizione di vita, di avere un’istruzione, un lavoro."

"Un'ultima cosa sull'obiezione che le persone a Como non fossero in pericolo di vita" conclude Bosia Mirra. "Lo erano e a titolo di esempio racconterò la storia, ma non è la sola, di un uomo che arrivò disperato al parco dicendo che per evitare la terza deportazione a Taranto aveva tentato di impiccarsi nella saletta della polizia. Dubitai del suo racconto, lui dovette capirlo dal mio sguardo. Si aprì allora la camicia, con la disperazione di chi non è creduto, e aveva ancora gli elettrodi della rianimazione incollati al petto e un braccialetto rosso al polso, quello che al pronto soccorso indica che sei un'emergenza. Lui è stato aiutato, la sua vita e la sua salute mentale erano in pericolo. Spero che ora stia bene, che abbia superato il trauma e abbia ricominciato a vivere."

"Un caro saluto e un abbraccio, Lisa."

Redazione | 18 apr 2017 05:19

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