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Caso Bosia Mirra: "Una vergogna per la Svizzera"

La notizia del decreto d'accusa approda anche a Como: "Questa città le deve molto"

La notizia del decreto d’accusa emesso dalla procuratrice pubblica Margherita Lanzillo nei confronti della deputata socialista Lisa Bosia Mirra ha immediatamente varcato i confini nazionali, arrivando in particolare a Como, città nella quale Bosia Mirra aveva operato con l’associazione Firdaus in aiuto dei migranti accampati nei pressi della stazione ferroviaria di San Giovanni.

Tra coloro che hanno ripreso la notizia vi è il portale ecoinformazioni.it - che collabora con associazioni, movimenti e istituzioni della provincia di Como - il quale ha parlato di “completo stravolgimento della realtà”. L'articolo è stato subito condiviso dall'Associazione Como senza frontiere.

“Una vergogna per la Svizzera, un insulto a tutti coloro che si adoperano giorno e notte perché la civiltà europea non sia cancellata dai venti di xenofobia e razzismo dominanti – commenta il redattore Gianpaolo Rosso - Con una decisione incredibile, invece di sanzionare i comportamenti che rendono la frontiera italo svizzera vergognosamente chiusa ai diritti umani e aperta al traffico di ogni tipo di merce, impedendo il legittimo diritto delle persone di fuggire da guerra, violenza e povertà, il pubblico ministero svizzero ha emanato un atto d’accusa che condannerebbe la parlamentare socialista a cui Como deve molto perché con Firdaus è stata tra le prime a dare solidarietà ai migranti accampati alla stazione San Giovanni”.

“L’ingiustizia non è ancora compiuta, ci dovrà essere un dibattimento che ci si augura affermi il diritto alla solidarietà, ma il solo fatto che si possa chiedere una condanna è gravissimo dato che è assolutamente escluso che Lisa Bosia Mirra, recentemente insignita del prestigioso premio Alpi aperte, abbia compiuto atti ingiusti. Si tratta di un provvedimento intimidatorio che colpisce non solo l’interessata ma tutta quella Bella Como che con lei ha saputo mostrassi umana e civile”.

Intanto, alle nostre latitudini, non sono mancati i commenti critici nei confronti della deputata. Se da un lato il presidente del Partito socialista Igor Righini ha riconosciuto i “motivi umanitari” che hanno spinto Lisa Bosia a infrangere la legge, dall'altro per il capogruppo leghista Daniele Caverzasio "è giunto il momento che qualcuno faccia le giuste riflessioni".

 

Redazione | 13 apr 2017 13:30

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