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"Ecco perché è necessario il Pride a Lugano"

L'associazione organizzatrice risponde all'interrogazione del PPD riguardo la manifestazione a favore dei diritti LGBT

Continua a far discutere il primo Pride nazionale previsto a Lugano nel 2018. Dopo la notizia circolata ieri riguardo l'accordo fra la città di Lugano e gli organizzatori dell'evento, oggi è infatti giunta un'interrogazione del PPD Luganese (vedi suggeriti). L'associazione che organizzerà la manifestazione a favore dei diritti LGBT, vista l'interrogazione, ha voluto precisare la propria posizione in merito. 

Qui di seguito il comunicato dell'associazione diffuso martedì sera:

"L’interrogazione di oggi di tre consiglieri comunali al Municipio di Lugano, ci dimostra perché è necessario un LGBT Pride nella Svizzera italiana. Non entriamo in merito ai legittimi interrogativi di aspetto finanziario e turistico, ma ci rattrista la definizione di una «manifestazione folcloristica di nicchia, (...) controversa, (...) e estranea alle nostre tradizioni»".

"Pride signica fierezza di essere quello che siamo e signica anche vincere la paura e la vergogna instillata da una società che incita ad escludere e a giudicare, che va a caccia di un nemico, di un capro espiatorio, una società che non vuole puntare al meglio per sé e per i cittadini che ne fanno parte, ma che nutre la diffidenza, le divisioni. In tutte le città più importanti Svizzere, europee e del mondo si svolge il Pride: Lugano crediamo non sia da meno".

"Il Pride non è una manifestazione di nicchia, è una manifestazione per tutti, perché i diritti LGBT sono diritti umani e di conseguenza diritti di tutte e tutti, anche delle persone eterosessuali che spesso marciano per l’eguaglianza di tutti i cittadini e le cittadine. Le cose per gli afroamericani degli Stati Uniti sono iniziate a cambiare quando i bianchi sono scesi in piazza al loro fianco, per le donne la parità ha smesso di essere un miraggio solo quando anche gli uomini – mariti, padri, amici, fratelli – hanno iniziato a sostenere l’emancipazione femminile".

"Oggi noi lesbiche, gay, bisex, transessuali della Svizzera italiana abbiamo bisogno di tutti i cittadini e delle istituzioni. È una questione di rispetto, di uguaglianza, di diritti umani. La Svizzera italiana ha bisogno di questo Pride per cambiare la società. Siamo i vostri compagni di scuola, vicini di pianerottolo, i vostri cugini, i vostri colleghi. Siamo il negoziante sotto casa, l’insegnante, il conducente del pullman che vi porta al lavoro. Abbiamo i vostri stessi doveri, paghiamo le stesse tasse, vi chiediamo di costruire insieme una società in cui nessuno – a scuola, per strada, al lavoro o su internet – si senta mai più legittimato a insultarci, picchiarci o discriminarci. Una società più giusta renderebbe più bella e serena la vita di tutti, la vostra, quella delle persone che vi circondano, quella dei vostri figli".

"E se mai i vostri figli dovessero rivelarsi omosessuali, bisessuali o transessuali, allora questo Pride e tutti quelli che ovunque seguiranno, riguarderebbero anche loro. Il Pride è un’importante esperienza di vita, un esempio di manifestazione pacifica, allegra, festosa, di impegno civile per costruire una società migliore".

Redazione | 28 mar 2017 23:08

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