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Pena simbolica per il "Bosia Mirra francese"

Solo 3'000 euro di multa per l'uomo che trasportò 200 migranti dall'Italia alla Francia. "Motivi umanitari"

Nonostante sia stata fermata a San Pietro di Stabio mentre aiutava quattro (presunti) minorenni africani a entrare illegalmente in Svizzera e nonostante abbia ammesso di aver compiuto altri sei viaggi simili, la deputata socialista Lisa Bosia Mirra potrebbe essere prosciolta in quanto avrebbe agito per motivi umanitari.

È questa la tesi dell'avvocato Pascal Del Prete, difensore della deputata ticinese, il quale si basa su una norma del diritto italiano, presente in modo più generale nel diritto svizzero, che prevede la non punibilità per chi aiuta i profughi per ragioni umanitarie.

E a rafforzare questa tesi è giunta negli scorsi giorni una sentenza su un caso avvenuto sul confine tra Italia e Francia, ma molto simile a quello riguardante Lisa Bosia Mirra.

Alla sbarra al tribunale di Nizza è finito il 37enne Cédric Herrou, un contadino e militante no-border che nel 2016 ha aiutato circa 200 migranti a passare la frontiera italo-francese. La procura aveva chiesto una condanna a 8 mesi con la condizionale, la confisca del veicolo con il quale andava a prendere i migranti a Ventimiglia per portarli in Francia e la limitazione dell'uso della patente al solo esercizio della sua professione.

Ma il tribunale lo ha considerato un "passatore umanitario" e gli ha quindi concesso l'immunità penale per l'aiuto dato ai migranti che ha incrociato lungo la strada o a quelli che si sono presentati direttamente a casa sua. Herrou è stato riconosciuto colpevole solo di "aiuto all'ingresso e al soggiorno" ai migranti che era andato a prendere direttamente in territorio italiano ed è stato sanzionato con una multa di 3'000 euro, sospesa con la condizionale. Una condanna molto lieve, contro la quale il suo avvocato ha in ogni caso già fatto sapere di voler presentare appello.

Redazione | 13 feb 2017 08:39

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