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"Chiusura notturna dei valichi? È populismo leghista"

Il sindaco di Ponte Cremenaga ha scritto al Prefetto per evitare la concretizzazione della mozione Pantani

Sono quelli di Novazzano paese, Pedrinate e Ponte Cremenaga i valichi minori scelti dalla Confederazione per dare avvio al progetto di chiusura notturna, approvato dalle Camere federali nel 2014 sulla scorta della mozione della consigliera nazionale Roberta Pantani (vedi articoli suggeriti). L'operazione partirà in primavera e durerà 7 mesi, periodo durante il quale le saracinesche scenderanno tra le 23:00 e le 5:00 del mattino, in modo da non ostacolare il traffico frontaliero.

Ma la decisione di Berna non piace oltrefrontiera. Il primo a fare un passo concreto contro la chiusura notturna dei valichi è ora il sindaco di Cremenaga, Domenico Rigazzi, che in una lettera al Prefetto Giorgio Zanzi ha chiesto di scongiurare questa ipotesi.

“L’arresto in Francia dei presunti autori della tentata rapina a Molinazzo, è la riprova che la collaborazione vale più delle chiusure come è, e dovrebbe essere ancora, nel nostro territorio a cavallo del confine" scrive Rigazzi nella lettera, riportata dal portale Lo Stivale Pensante. "Vogliamo solo ricordare ai politici dirimpettai, protagonisti di questa paradossale misura, che gli eventi di cronaca sul confine colpiscono tutti, ciò che capita a due passi dalle nostre case ci coinvolge inevitabilmente. Per noi sapere di rapine e atti criminali, in area che appartiene al nostro quotidiano, è più̀ preoccupante di chi vive a Lugano. Se la chiusura del valico fosse una misura opportuna e valevole, noi per primi l’avremmo sostenuta, ponderando tutte le variabili, come abbiamo fatto, indipendentemente dal lato della “ramina virtuale” che ne avrebbe maggiore vantaggio. Gli orari e le peculiarità̀ della criminalità̀ che ha agito in queste zone, smontano il teorema ticinese che porterà̀ alla chiusura notturna del passaggio".

Per Rigazzi la chiusura notturna non scongiurerebbe altri episodi di criminalità e invoca “azioni concrete” piuttosto che “azioni di propaganda”.

“La sicurezza può̀ e deve essere un obiettivo congiunto non avverso. La mozione parlamentare presentata dalla signora Pantani Roberta, va contro i principi fondamentali della libera circolazione integrazione e collaborazione tra Stati come ho evidenziato formalmente nella lettera inviata al Prefetto di Varese”. Il sindaco afferma di aver chiesto chiarimenti a Berna, ma senza successo. “Sta di fatto che presso il valico di Ponte Cremenaga dalla parte Svizzera si stanno già predisponendo dei lavori, presumibilmente per la posa del cancello e la chiusura notturna del confine e credo personalmente che la decisione da parte del Consiglio Federale Svizzero sia già stata presa”.

Nel suo scritto, il sindaco evidenzia come la misura arrecherà problematiche a livello del traffico locale “In caso di frane o smottamenti l’unica via di transito alternativa per Luino o Ponte Tresa passa da Cremenaga, senza contare i problemi per le ambulanze e per i frontalieri (che vedrebbero allungarsi il loro tragitto di 10km)”.

“La chiusura del valico è un’iniziativa e una decisione a nostro avviso spropositata che nasconde dietro il dichiarato obiettivo di rendere più sicura l’area sud del Canton Ticino la propaganda populista di alcuni politici ticinesi che strumentalizzano fatti di cronaca per ostacolare rapporti internazionali fattivi”, conclude Rigazzi, che nella lettera inviata al Prefetto ha messo in copia, tra gli altri, anche il Governatore Roberto Maroni, il presidente della Provincia Gunnar Vincenzi, il sindaco di Lavena Ponte Tresa e Presidente dell’Associazione Comuni Italiani di Frontiera Massimo Mastromarino e il sindaco di Luino Andrea Pellicini.

Redazione | 30 gen 2017 11:30

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