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"Contro lo shopping all'estero, abbassiamo la franchigia"

L'Associazione Via Nassa vuole chiedere a Berna di abbassare a 100 franchi la franchigia sull'importazione

Non è stato un buon anno, il 2016, per i commercianti luganesi. Le cifre definitive non sono ancora note, ma già oggi sia il responsabile della Società commercianti di Lugano Paolo Poretti che il segretario dell'Associazione Via Nassa Mario Tamborini, interpellati dal Giornale del Popolo, parlano di "anno molto debole, sicuramente peggiore del 2015".

Come fare quindi per invertire la tendenza? Tamborini spiega al GdP di avere già in serbo una proposta, che permetterebbe forse di frenare lo shopping dei ticinesi all'estero.

"La nostra associazione sta valutando la possibilità di chiedere ai nostri rappresentanti politici che la Confederazione abbassi da 300 franchi a 100 franchi la franchigia sull'importazione di beni in Svizzera" dichiara Tamborini. "Ciò potrebbe avere un effetto deterrente rispetto agli acquisti non alimentari oltrefrontiera, giacché così si renderebbe necessario sdoganare una maggiore quantità di beni, seppure a parità di prezzi al di qua e al di là del confine."

Tamborini sottolinea che "ciò potrebbe aiutare non solamente il Ticino, ma anche altri Cantoni di frontiera, che stanno soffrendo come noi, se non di più, le differenze di prezzo rispetto ai vicini mercati dell'Unione europea."

Redazione | 19 gen 2017 07:08

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