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99'000 franchi di debito con l'assistenza: espulsa

Il Dipartimento delle istituzioni ha revocato il permesso a una donna dello Sri Lanka, in Svizzera dal 1991

Il Tribunale federale ha confermato con una sentenza pubblicata oggi l'espulsione dalla Svizzera di una cittadina dello Sri Lanka di etnia tamil, decisa dalla Sezione della popolazione del Dipartimento delle istituzioni del Canton Ticino a causa del debito contratto dalla donna nei confronti dell'assistenza pubblica.

La donna, classe 1964, era giunta nel nostro Paese nel 1991, quale richiedente l'asilo. La sua domanda era stata respinta, ma nel 2000 aveva ottenuto l'ammissione provvisoria e nel 2002 un permesso di dimora annuale, rinnovato poi gli anni seguenti.

Nel 2013 la donna aveva chiesto il rilascio del permesso di domicilio, ma la Sezione della popolazione gliel'aveva negato, siccome aveva beneficiato e continuava a beneficiare di prestazioni assistenziali per un importo che all'epoca raggiungeva i 61'800 franchi.

Nel 2014, quando il debito nei confronti dell'assistenza aveva raggiunto gli 85'000 franchi, la stessa Sezione della popolazione aveva ammonito la donna, avvisandole che se la situazione fosse perdurata avrebbe dovuto valutare un'eventuale revoca del suo permesso di dimora.

E la situazione è perdurata finché nel 2015, dopo aver dato alla donna la possibilità di esprimersi, la Sezione della popolazione si è rifiutata di rinnovare il permesso di dimora annuale della donna e le ha fissato un termine per lasciare la Svizzera. Allora il debito nei confronti dell'assistenza superava i 99'000 franchi.

La donna ha presentato ricorso dapprima al Consiglio di Stato, poi al Tribunale amministrativo cantonale, entrambe le volte invano.

Nel novembre scorso si è quindi rivolta alla massima corte elvetica, il Tribunale federale di Losanna, sostenendo che un eventuale rientro in Sri Lanka avrebbe comportato il rischio di subire torture o trattamenti inumani da parte delle autorità di quel paese, che avrebbero potuto accusarla di avere legami con i ribelli delle "Tigri Tamil".

Ma anche i giudici federali hanno ritenuto che si trattava di motivazioni insufficienti ed hanno quindi respinto il ricorso della donna, confermando l'espulsione decisa dal Canton Ticino e ponendo a carico della ricorrente le spese giudiziarie di 200 franchi.

 

Redazione | 21 dic 2016 12:45

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