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"C'è un viavai di autolettighe estere a San Vittore"

La deputata Nicoletta Noi-Togni denuncia un caso di suicidio assistito in Mesolcina. "Non è tollerabile"

Dopo il Ticino, le associazioni che praticano il suicidio assistito si sono ora spostate in Mesolcina? È il timore della deputata grigionese Nicoletta Noi-Togni, la quale ha denunciato ai microfoni della RSI un caso di eutanasia avvenuto di recente in un appartamento di San Vittore, come si legge sul Giornale del Popolo di oggi.

La persona morta artificialmente a San Vittore, martedì scorso, è un 90enne proveniente da oltre confine. A occuparsi della sua morte è stata un'organizzazione italiana con base in Svizzera, che ha preso in affitto un appartamento nel paese grigionese. Nessuno a San Vittore sapeva cosa si praticasse in quell'appartamento, che sarebbe stato sgombrato in fretta e furia dopo il caso di martedì. Il GdP scrive infatti che la Polizia cantonale è intervenuta negli scorsi giorni perquisendo l'appartamento, ma non ha trovato nulla.

Nicoletta Noi-Togni vuole in ogni caso vederci più chiaro e sta quindi elaborando un atto parlamentare da sottoporre al Governo di Coira. "Per ogni piccola cosa si chiede al cittadino di essere in regola, chi viene da fuori può permettersi tutto", ha dichiarato la deputata. "Il Comune non ne sapeva nulla e nemmeno, a quanto mi risulta dopo aver controllato, l’autorità giudiziaria e quella sanitaria. Mi chiedo se sia tollerabile questo agire “sottotraccia”, di nascosto e senza informare preventivamente almeno l’autorità politica locale. Purtroppo siamo confrontati con un florido commercio della vita umana, con persone che, pagando fior di soldi, vengono a morire in Svizzera, Ticino e Grigioni compresi. Chiederò al Governo retico che su questo pendolariato “occulto” della morte sia fatta chiarezza. Una chiarezza che chiede anche la popolazione, che assiste ad un via vai di autolettighe con targhe estere e vuole capire."

Redazione | 27 ott 2016 06:44

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