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"Il più grave caso di dumping di sempre": due arresti

La Magistratura indaga sulla Consonni di Chiasso, società che ha operato dal Kurhaus al Principe Leopoldo

Un gravissimo caso di mala edilizia è emerso oggi grazie al sindacato OCST.

Protagonista in negativo della vicenda è la Consonni Contract SA di Chiasso, società fondata nel 2012 che nel frattempo è stata attiva con alcune decine di operai in prestigiosi cantieri come quello del Kurhaus di Cademario, del Principe Leopoldo di Lugano o ancora del villaggio Sawiris ad Andermatt.

Dopo aver proceduto ai suoi accertamenti, il sindacato ha segnalato la Consonni alla Magistratura "per la verifica di potenziali reati di valenza penale", segnalazione che ha portato all'arresto di due persone (il titolare della ditta Marco Consonni e un fiduciario incaricato della contabilità dell'azienda, già rilasciati su cauzione), mentre un'altra decina di persone sono indagate dalla procuratrice pubblica Chiara Borelli.

In una conferenza stampa tenutasi stamattina a Chiasso, l'OCST ha spiegato che i lavoratori della società di Chiasso, che si occupa di design e arredamento di interni, venivano occupati costantemente per 50 fino a 56 ore settimanali, nonostante il loro contratto ne prevedesse da 40 a 42. Spesso dovevano lavorare per 12 giorni consecutivi, ma la loro busta paga restava sempre la stessa. "Oltre all'enormità della differenza tra le ore realmente prestate sul cantiere e quelle effettivamente riconosciute, la ditta nemmeno riconosceva il salario riportato nelle buste paghe" ha aggiunto il sindacato. "La ditta - a tutti i lavoratori, nessuno escluso - taglieggiava i salari."

La riduzione dei salari avveniva attraverso modalità diverse, secondo quanto illustrato oggi dall'OCST. "In una prima fase (tra agosto 2012 e febbraio 2013) attraverso il pagamento su conto corrente bancario o postale di un importo nettamente inferiore a quello figurante in busta paga (esempio: 3'600 franchi netti figuranti sul conteggio paga, 2'200 franchi di salario versato sui conti correnti dei lavoratori. In una seconda fase (anno 2013, per sei mesi circa) facendo figurare su busta paga un acconto mai ricevuto. In una terza fase (dal 2013 a oggi) attraverso l'obbligo di restituire parte del salario (1'400 franchi) a un "caporale" operante sui cantieri." Chi si rifiutava di sottostare a queste regole, "veniva lasciato a casa".

Inoltre il sindacato sostiene che la società con sede in Piazza Boffalora a Chiasso ha impiegato almeno una ventina di lavoratori in nero, per lunghi periodi, su cantieri svizzeri. In questo caso ci si riferisce a lavoratori stipendiati dalla Consonni di Cantù, che lavoravano in Svizzera pur non essendo annunciati nel nostro Cantone, o a lavoratori annunciati tramite notifica online che andavano avanti a lavorare anche dopo la scadenza del termine di 90 giorni.

Quanto basta per spingere l'OCST a definire il caso in questione "il più grave scandalo di dumping mai scoperto in Svizzera".

Tutti i dettagli questa sera alle 18.45 al TG di TeleTicino.

 

Redazione | 24 ott 2016 12:01

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