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LASA, tensioni tra Sozzi e Kessel

L'ingegnere ha dichiarato di stare "valutando la possibilità sporgere denuncia contro le sue menzogne"

Un polverone si sta alzando sulla questione aeroporto. In seguito ad un'intervista rilasciata a Il Caffè dal direttore del LASA Alessandro Sozzi, l'ingegnere Dario Kessel ha annunciato di stare "valutando la possibilità di sporgere denuncia contro queste menzogne dette e scritte".

Sulle pagine de Il Caffè, Sozzi ha parlato della situazione infelice legata all'accesso "dal parcheggio all’area check-in, in cui bisogna passare per uno spazio di proprietà di privati. E là troviamo una situazione anomala se si pensa che quella zona è definita ‘la porta d’ingresso del Ticino’". 

Un'area, secondo Sozzi, in cui "troviamo commerci degli anni Settanta, piccoli negozi, e addirittura un tennis club. E una struttura gazebo. Che c’entra con l’aeroporto?". Secondo il direttore, la responsabilità è da attribuire a "chi ha permesso, anni fa, che questo accadesse. Ossia chi ha lasciato che a gestire questi spazi, che hanno un grande potenziale di guadagno, fossero i privati. O, per meglio dire, che ha impedito che ad occuparsi della struttura fosse un solo soggetto. Lasciando, tra l’altro, la gestione della parte meno redditizia della struttura alla società Lugano Airport. Ricordo ancora che oggi non possiamo sviluppare i voli commerciali perché gli hangar non li gestiamo noi".

In una nota stampa, Kessel tiene dunque a precisare che la pista di atterraggio "non porta compagnie, ma è la richiesta in base alla legge sulla domanda e dell’offerta che spingono a chiedere più compagnie e semmai piste più adatte. Cosa che da noi evidentemente non è il caso visto che Swiss cancella il volo su Ginevra!".

In merito alle "infrastrutture obsolete", Kessel ritiene che Sozzi dovrebbe ringraziare chi, "fra noi privati, ha investito per tali infrastrutture e se sono obsolete lo dobbiamo solo a lui che blocca costantemente i nostri tentativi di renderle più consone alla situazione odierna".

Quanto alla 'porta del Ticino', prosegue Kessel, essa "esiste ed è larga dieci metri unicamente perché il sottoscritto ha acquistato il terreno anni fa dalla Hotel La Perla! Altrimenti l’entrata sarebbe di cinque metri e tutta su terreno Aero Club di Lugano".

L'accesso "all’aeroporto da Muzzano o da Bioggio - continua Kessel - è un problema che avrebbe dovuto affrontare tale direttore che continua ad infangare il nostro Cantone e le nostre autorità che purtroppo si lasciano infangare!". Non solo, "se il direttore non è stato in grado di aumentare di un solo passeggero il traffico non deve discreditare invece coloro che hanno fatto l’aeroporto che lui ora gestisce… E cercare i colpevoli per giustificare la sua presenza da noi! Se il direttore vuole gli Hangar privati, i miei terreni, ebbene che li comperi e non speri di espropriarli per portarci via il lavoro! Forse non conosce a fondo la legge Svizzera sull’esproprio".

 

Redazione | 18 set 2016 17:54