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Il delitto di via Odescalchi mostrato in aula

Seconda giornata di processo sui fatti di Chiasso: un'azione punitiva o un tentativo di chiarimenti finito male?

Questa mattina a Lugano è ripreso il processo per il delitto di Via Odescalchi. Una seconda giornata di dibattimenti che in aula ha portato anche le immagini della sparatoria dell'8 ottobre che costò la vita a un 35enne portoghese. Nel video, il tragico episodio si consuma in pochi minuti: la vittima viene dapprima colpita dal 27enne Alberto Magno Inocencio Guimaraes e poi raggiunta dai colpi esplosi dalla pistola nelle mani di Qëndrim Berisha.

Prima delle "dure immagini" proiettate, nell'apertura di dibattimento la corte è tornata sui motivi che hanno spinto gli imputati a recarsi al Maxim di Chiasso. Il giudice Mauro Ermani ha incalzato gli imputati: "Perché lì e non altrove? Perché parcheggiare sotto al palazzo della vittima invece che nei posteggi del locale?" Interrogativi centrali per stabilire se gli imputati aspettassero la vittima sotto casa o meno. Stando alla versione dei cinque, l'incontro con il portoghese sarebbe però stato frutto del caso.

Dopo l'analisi dei concitati momenti della sparatoria, alle assise criminali si è tornato anche sui fatti successivi al delitto. Dalla registrazione di una telefonata è emerso che Berisha, il 27enne kosovaro, sarebbe stato lasciato da solo sul luogo dell'omicidio: "C* aiutatemi, aiutatemi."   

 

Tutti i dettagli alle 18.45 nel TG di TeleTicino 

Redazione | 13 set 2016 15:00

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