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L'IPUS di Chiasso davanti al pretore

Dall'udienza di oggi emerge una grave situazione debitoria. L'istituto si dice in grado di far fronte ai debiti

Si addensano sempre di più le nubi sopra l'istituto privato universitario svizzero (IPUS). 

La scorsa settimana era stato aperto un procedimento penale nei confronti dei responsabili dell'associazione con sede a Chiasso. Gli inquirenti, ricordiamo, stanno indagando per vari titoli di reato, tra cui truffa e amministrazione infedele.

Questa mattina si è invece svolta presso la pretura di Mendrisio Sud l’udienza per il fallimento senza preventiva esecuzione di IPUS dopo che lo scorso luglio il rettore - che, al pari di altri 14 dipendenti, non riceveva lo stipendio da diversi mesi - aveva inoltrato un'istanza al pretore. 

Come riferisce la RSI, questa procedura mira a far fallire immediatamente la società senza dover seguire l’ordinario iter procedurale che durerebbe almeno un paio di anni.

Dall’udienza sarebbe inoltre emersa una situazione debitoria tale da non consentire il pagamento degli stipendi arretrati in quanto a carico dell'istituto pendono circa 110mila franchi di precetti esecutivi. La maggior parte dei dipendenti, inoltre, sembrerebbe non essere nemmeno stata annunciata all’AVS e al 2° pilastro.

Il legale di IPUS ha sottolineato che da quando è stata inoltrata l'istanza i debiti sono diminuiti da 260'000 a circa 110'000 franchi. L'istituto, ci viene confermato, vanta inoltre piu di 5 milioni di franchi di crediti, alcuni gia certificati da sentenze.

La sentenza è attesa a giorni, ma l'istituto privato universitario si è nel frattempo difeso sostenendo di poter far fronte ai debiti attingendo alle rette che gli studenti pagheranno a settembre.

 

Redazione | 31 ago 2016 15:53

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