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“Il settore orologiero ticinese è cambiato parecchio”

Il presidente dell’Associazione ticinese dell’industria orologiera reagisce alle accuse di Lisa Bosia Mirra

L’invito a pranzo di Lisa Bosia Mirra ha scatenato un vespaio all’interno dell’industria orologiera ticinese.

La deputata, ricordiamo, aveva citato l’esempio di una ditta del Mendrisiotto che impiegava il 90% di manodopera frontaliera per denunciare la situazione del mercato del lavoro ticinese.

La replica dell’Associazione ticinese dell’industria orologiera (ATIO) è stata immediata. Il presidente di ATIO, Oliviero Pesenti, si è detto “meravigliato” in quanto la visita alla ditta in questione risale a 3 anni fa. L’azienda, inoltre, “non si occupa di orologeria ma di metalli preziosi”, fornisce sì dei componenti per gli orologi, ma non è attiva nel settore.

“Il settore orologiero svizzero è cambiato parecchio in questi 3 anni - ha sottolineato il direttore di ATIO – Vi sono dei contratti normali di lavoro e le aziende del settore riconoscono degli stipendi minimi di 3'000 franchi”.

Stipendi che, ci tiene a sottolineare Pesenti, sono di regola di molto superiori a questa cifra.

“Stiamo investendo molto per migliorare le condizioni dei lavoratori. Il settore si è munito di un codice etico che è uno strumento di autoregolamentazione mediante il quale l'Associazione ticinese dell'industria orologiera e le proprie imprese associate contribuiscono concretamente, in primo luogo attraverso i suoi stessi comportamenti, al miglioramento del sistema e alla tutela dei propri collaboratori, favorendone la crescita professionale, salvaguardando nel contempo la loro salute e sicurezza”, ha poi precisato.

Il settore orologiero ticinese vanta circa 30 aziende e 3'000 posti di lavoro sul territorio e recentemente si è investito nella realizzazione di un centro di formazione a Giubiasco.

“Il primo corso partirà a gennaio del 2017- conclude Pesenti - Inoltre nelle aziende del settore sono attivi parecchi apprendisti”.

 

Redazione | 29 ago 2016 19:01

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