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Scuola italiana sotto accusa: titoli non validi?

Riemerge il problema legato agli istituti non accreditati dalla Confederazione. Qual è la situazione in Ticino?

Lo scorso anno erano balzati agli onori della cronaca diversi istituti che operavano sul territorio nonostante l'accusa di utilizzo fraudolento di titoli accademici. Si trattava di istituti "non accreditati" che si presentano come università, in violazione della legge cantonale. Sotto i riflettori erano finite Euraka (Lugano), Issea (Agno) e Ipus (Chiasso). Quest'ultima, in particolare, è stata accusata di tenere dei corsi indicati come "riconosciuti a livello europeo", ma senza garanzia di validità in Svizzera.

Il caso della scuola “Studi cognitivi e formazione”

Il Mattinonline ha riportato negli scorsi giorni una vicenda analoga emersa a Lugano. A essere coinvolta è la scuola “Studi cognitivi e formazione CH”, aperta nel 2013 a Lugano, che offre una formazione post universitaria di specializzazione in psicoterapia cognitiva-comportamentale. Oltre a quella di Lugano, con una decina di studenti iscritti, la scuola ha diverse sedi in Italia e vanta una retta di oltre 9’000 franchi all’anno.

Stando a quanto riportato dal portale online, pare che gli studenti non potranno mai beneficiare del titolo di studio conseguito presso questa scuola, visto che l’istituto non disporrebbe di alcun accreditamento presso l’Ufficio Federale di Sanità Pubblica. Viene citato il caso di un'allieva del secondo anno che, al momento di chiedere l’autorizzazione alla pratica di tirocinio, ha ricevuto parere negativo da parte del Cantone dal momento che "non disponeva di nessun titolo per poterlo richiedere".

Immediata la richiesta di spiegazioni da parte degli studenti al direttore. O, almeno, a colui che avrebbe dovuto essere il direttore. In realtà, stando a quanto scrive sempre il Mattino, il vero direttore risulta essere titolare di una fiduciaria italiana con sede a Lugano mentre l'altra figura interessata pare non essere neppure uno psicoterapeuta.

Interpellata in merito, la direzione ha sostenuto di non sapere nulla sull’assenza di riconoscimento da parte della Confederazione, vantando però l’esistenza di un riconoscimento da parte Federazione Svizzera delle Psicologhe e degli Psicologi (FSP), un ente privato.

Per fare un po’ di chiarezza abbiamo contattato l’FSP e le autorità cantonali.

Competenze cantonali

Sandro Rusconi, direttore della Divisione della cultura e degli studi universitari, ci conferma come la situazione sia molto complessa: "In Ticino non c'è nessun Ufficio cantonale realmente competente in quanto si tratta di scuole professionali di perfezionamento, non di università o scuole superiori. Attualmente attorno alle scuole di psicologia è come se ci fosse una zona d'ombra, la stessa che 10-15 anni fa circondava osteopatia e chiroprassi. Si trattava di scuole che non erano standardizzate, situazione che ora si è risolta".

In Svizzera queste professioni sono regolamentate dalla Legge federale sulle professioni psicologiche

Stefano Radczuweit, capo dell’Ufficio sanità, ci spiega invece i requisiti necessari per ottenere l'autorizzazione a operare sul territorio (trattandosi di una professione sanitaria): “Affinché la formazione proposta da queste scuole possa essere ritenuta valida in Svizzera, la scuola deve essere inclusa nell’elenco dell’Ordinanza federale sulle professioni psicologiche”, ci spiega. “Attualmente la scuola in questione non compare su questo elenco. L’unica possibilità per uno studente è che la formazione venga riconosciuta dalla FSP, in quel caso potremmo valutare se concedere o meno l’idoneità all’esercizio della professione.”

Accreditazione federale e privata

Abbiamo infine contattato l’FSP per una spiegazione. Oliver Rüegsegger, responsabile comunicazione e marketing di FSP, ci informa che la scuola “Studi cognitivi e formazione” è accreditata da FSP (che, ricordiamo, è un ente privato) da circa 3 anni. Chi conclude con successo la scuola si vede riconoscere un titolo privato di psicoterapeuta.

Il Cantone, quindi, potrà decidere se concedere l’autorizzazione all’esercizio della professione, valutando il percorso formativo scelto dallo studente.

Interpellato in merito al presunto finto psichiatra che terrebbe dei corsi presso la scuola, Rüegsegger conferma che delle segnalazioni sono effettivamente arrivate e attualmente è in corso un accertamento dei fatti, il cui esito determinerà se l’accreditamento presso la FSP verrà mantenuto o meno.

Collaborazioni poco chiare

Quello delle scuole non accreditate a livello federale è da anni un tema molto spinoso. Spesso si caratterizzano anche per collaborazioni con personalità piuttosto discusse: siamo ad esempio venuti a conoscenza di una collaborazione molto particolare da parte dell'Associazione di ricerca scientifica e studi universitari privati (ARSSUP) di Grono (GR). La scuola mesolcinese conta nel proprio Consiglio di Amministrazione un professore romano, noto per avere invitato il comandante Francesco Schettino a tenere una "Lectio magistralis" in un'aula universitaria a Roma, al termine di un master in scienze criminologiche organizzato dalla cattedra di psicopatologia forense della facoltà di Medicina dell'Università La Sapienza.

Ricordiamo che il docente della Sapienza che ha invitato Schettino è stato deferito al Comitato Etico "perché ne valuti i profili, anche ai fini disciplinari". 

 

nic

Redazione | 12 mag 2016 17:15

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