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Chiasso: fu il portoghese a sparare per primo?

Secondo gli inquirenti, solo due persone usarono la pistola in via Odescalchi: la vittima e il 26enne kosovaro

Non sono ancora stati dissolti tutti i dubbi sul delitto avvenuto lo scorso 8 ottobre in via Odescalchi a Chiasso, dove un 35enne portoghese perse la vita.

Ma, come scrive oggi il Corriere del Ticino, gli inquirenti sono riusciti ad acquisire alcune certezze, grazie alla perizia balistica eseguita dal Forensisches Institut di Zurigo e agli interrogatori dei cinque imputati che si trovano tuttora in carcere.

A sparare sarebbero state solamente due persone, la vittima e il 26enne kosovaro. Gli inquirenti, coordinati dalla procuratrice pubblica Pamela Pedretti, ritengono inoltre plausibile che ad aprire il fuoco sia stato il portoghese, poi freddato dal kosovaro. E sarebbe stata ancora la vittima, già a terra, a sparare gli ultimi due colpi, la cui provenienza era finora ignota.

Qualche ora prima della fatale sparatoria, il portoghese aveva minacciato telefonicamente il kosovaro. Erano seguite varie intimidazioni, finché il 26enne non decise di farsi accompagnare dagli amici della sua banda a Chiasso per regolare i conti.

Molti aspetti del delitto restano in ogni caso ancora da chiarire. In tal senso, all'inizio del prossimo mese giungerà in Ticino l'esperto che ha stilato la perizia balistica, per rispondere alle domande ancora pendenti. Non è esclusa inoltre una nuova simulazione sul luogo del delitto, con l'obiettivo di chiudere l'istruttoria nel giro di 30-40 giorni.

Redazione | 24 feb 2016 06:31

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