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"Il nuovo accordo massacra i frontalieri"

La Lega Nord punta il dito contro Matteo Renzi e chiede il dietrofront sul nuovo regime fiscale

Basta baratti consumati sulla pelle degli «oltre 60 mila frontalieri». Con questo monito la Lega Nord ha presentato due mozioni identiche, una alla Camera e una al Senato, per chiedere al governo italiano di fare dietrofront sul nuovo regime fiscale che "penalizza" questi lavoratori. Secondo le stime dei sindacati ai lavoratori spetteranno, in termini di tasse, 3mila euro in più a testa. 

L'obiettivo ora è che anche le altre forze politiche, a partire dal Partito democratico - come osserva Umberto Bossi - sottoscrivano le richieste avanzate dalla Lega per ritornare al regime fiscale precedente. 

Il senatore della Lega Nord Jonny Crosio ha sottolineato che l'accordo stretto tra Roma e Berna "pone fine al meccanismo del ristorno ai comuni di frontiera nonché prevede la doppia tassazione per i lavoratori, che si ritrovano a pagare le tasse sui redditi per il 70% in Svizzera e per il 30% in Italia». Insomma, una vera e propria "stangata".

Questo «è stato un baratto: Renzi - dice il deputato del Carroccio Nicola Molteni - ha svenduto i frontalieri italiani per il rientro dei capitali. E ora al governo, chiediamo chiarezza e garanzie». Anche perché, chiosa Umberto Bossi, «oggi i soldi vanno a Roma e poi dovrebbero tornare ai comuni. Ma sappiamo come funziona...».

 

 

 

 

Redazione | 9 feb 2016 14:28

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