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"Siamo sbigottiti, che Chiasso reagisca"

Quattro consiglieri comunali PLR interrogano il Municipio sul tema della sicurezza dopo l'omicidio in via Odescalchi

Quattro consiglieri comunali PLR di Chiasso - Carlo Coen, Mauro Ado, Martina Croci e Antonio D'Incecco - chiedono al Municipio di agire dopo l'omicidio avvenuto giovedì scorso in via Odescalchi che li ha lasciati "alquanto sbigottiti".

"Riteniamo assolutamente inaccettabile che fatti di questo tipo possano accadere nella nostra amata e tranquilla cittadina" scrivono nella loro interrogazione i quattro consiglieri comunali. "Ugualmente intollerabile è il sospetto che si stiano formando dei quartieri "ghetto" dove il degrado sociale imperversa".

Il bisogno di sicurezza sociale, sottolineano gli interroganti, è cresciuto in modo esponenziale per i cittadini e Chiasso è in continua epansione edilizia e demografica. "Si ipotizza che nel 2020 si passerà dagli attuali 8300 a 10mila abitanti". Una crescita che per i quattro consiglieri comunali spinge a non sottovalutare le dinamiche sociali e territoriali del contesto urbano. "(Re)Agire ora vorrebbe dire risparmiare enormi costi dopo" scrivono Coen, Ado, Croci e D'Insecco. "Riteniamo quindi che il comune debba attuare un "Progetto per la prevenzione, la promozione e la garanzia della sicurezza della città e del vivere sociale".

"I cittadini di Chiasso", aggiungono, "sono molto preoccupati per questi gravi atti e violenti che stanno accadendo. Il comune è chiamato ad agire, in quanto è competente per la sicurezza della popolazione locale. A lui spetta la responsabilità di prepararsi per quanto riguarda possibili eventi in situazioni particolari e straordinarie e di adottare le misure preventive necessarie. Garantire la "sicurezza" vuole dire non solo assicurare il normale svolgimento delle attività sul territorio attraverso il presidio degli spazi vissuti dalla collettività e la prevenzione e repressione dei fenomeni di criminalità; vuol dire anche trasmettere ai cittadini la sensazione di potersi muovere ed interagire in spazi “protetti” e “sicuri”.

Chiedendo al Municipio come intende reagire sul piano della sicurezza, i quattro consiglieri comunali concludono esponendo alcuni punti che a loro dire dovrebbero rientrare in questo progetto:

• Integrazione del sistema di video sorveglianza esistente, fino ad una copertura adeguata del territorio: "Questo non vuol dire riempire la città di telecamere alla “Grande Fratello”, perché riteniamo che ciò sia esagerato e molto dispendioso. Occorre invece ottimizzare la video sorveglianza attuale, collocando alcune telecamere nei quartieri cittadini ritenuti “sensibili alla problematica”.
• Intensificazione della presenza delle forze dell’ordine nei quartieri sensibili come pure i controlli alle abitazioni.
• Implementazione della vigilanza del territorio anche nelle ore serali/notturne e nel fine settimana (la domenica): "Così facendo si riuscirebbe a dare una più adeguata copertura temporale e territoriale, creando un maggior livello di controllo, di sicurezza e di serenità per la popolazione".
• Stesura di un piano di intervento generato in sinergia con le altre forze dell’ordine.
• Un maggiore e costante ascolto della gente sul territorio, con la creazione della figura dell’agente di quartiere. il quale possa rispondere al bisogno di prossimità da parte della popolazione.
• Un maggiore coinvolgimento dei proprietari degli immobili: "Una riqualifica del quartiere non può prescindere da una maggiore partecipazione sia in fase progettuale che in quella attuativa dei proprietari degli immobili. Anche loro devono essere integrati nel progetto di una “collaborazione sociale” del quartiere".

Redazione | 12 ott 2015 12:07

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